I mercantili degli altri Paesi possono passare nello stretto
LA MADDALENA. L'impegno di Francia e Italia per proteggere le Bocche era stato sottoscritto nel 1993 e rilanciato nel giugno 2010. Ma è un accordo che vincola soltanto i due Paesi contraenti. Per...
LA MADDALENA. L'impegno di Francia e Italia per proteggere le Bocche era stato sottoscritto nel 1993 e rilanciato nel giugno 2010. Ma è un accordo che vincola soltanto i due Paesi contraenti. Per maggiore esattezza stabilisce che Parigi e Roma devono vietare nello stretto il transito di tutte le navi che trasportano merci pericolose.
Quello che separa il Nord Sardegna dalla Corsica meridionale è però un braccio di mare sottoposto alla legislazione internazionale sulla navigazione.
In questo senso non esiste quindi una norma che in astratto possa obbligare ad adeguarsi alle stesse regole altri Stati che non volessero aderire di loro spontanea volontà all'intesa bilaterale. Fatto che ha lasciato soli la Francia e l'Italia nel loro disperato tentativo di tutelare l'ecosistema di questa parte del Mediterraneo occidentale.
Sì, perché in questi quattro anni è rimasta del tutto inascoltata la richiesta dei due Paesi all'Organizzazione Marittima Internazionale d'interdire al transito le merci pericolose nelle Bocche e sollecitare da parte dell'Onu la modifica della convenzione di Montego Bay che regola il sistema delle rotte della marina mercantile.
Così ancora oggi tutti gli altri Stati, compresi quelli sotto le cui bandiere navigano carrette del mare, non costringono i comandanti dei mercantili e delle petroliere a fare il periplo della Sardegna o della Corsica.
E in questo modo sino a oggi il programma di cooperazione transfrontaliera Italia/Francia, primo esempio al mondo fra Paesi vicini ma separati dal mare, è rimasto un accordo importantissimo ma del tutto isolato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google