La Nuova Sardegna

Tre a processo per la raffica di multe

di Tiziana Simula
Tre a processo per la raffica di multe

Il sindaco, un assessore e l’ex capo dei vigili rinviati a giudizio per abuso d’ufficio: “tutor” installato violando le regole

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NUORO. Il tutor della discordia aveva infuocato l’estate teodorina del 2012 con migliaia di multe sulla 131 dcn nei nove chilometri tra Budoni e Ovilò e altrettante proteste, e un’inchiesta giudiziaria della Procura di Nuoro. Inchiesta che da ieri ha tre imputati. Il giudice delle udienze preliminari del tribunale di Nuoro, Mauro Pusceddu, ha rinviato a giudizio il sindaco di San Teodoro, Tonino Meloni, il consigliere comunale delegato alla Polizia municipale, Gianfranco Bacciu e l’ex comandante della polizia municipale, Francesco Asole.

I tre dovranno comparire davanti ai giudici del tribunale collegiale il 24 marzo 2015. Il capo d’imputazione è per tutti abuso d’ufficio.

Tonino Meloni, Gianfranco Bacciu e Francesco Asole sono accusati di aver installato il sistema di rilevazione della velocità media violando le necessarie prescrizioni e affidandone la gestione con procedura diretta. Contratto che il Comune aveva stipulato con la società di La Spezia, Service Net sas. La decisione di rinviare a giudizio i tre è arrivata al termine di una non troppo lunga camera di consiglio. A difendere il primo cittadino di San Teodoro e il consigliere delegato alla Polizia municipale è l’avvocato Lorenzo Soro, che in udienza preliminare ha chiesto per i suoi assistiti il non luogo a procedere, sostenendo l’inconsistenza delle accuse nei loro confronti. Così ha fatto anche il collega Nicola Lucchi, difensore dell’ex comandante dei vigili urbani, l’unico presente nell’aula al quarto piano del palazzo di giustizia nuorese. La bufera giudiziaria era costata all’ex comandante la sospensione dall’incarico.

L’autovelox delle polemiche era stato installato nell’agosto 2012, voluto dall’amministrazione comunale di San Teodoro per controllare la velocità in un tratto ritenuto particolarmente pericoloso: i nove chilometri di strada che si srotolano tra Budoni, San Teodoro e Ovilò. Ma subito era scoppiata la bufera. Con centinaia di automobilisti multati e imbestialiti e una raffica di sanzioni che avevano colpito soprattutto i non residenti in Sardegna. La vicenda in pochi giorni era diventata un caso nazionale e subito era partita l’inchiesta della Procura di Nuoro. A portarla avanti era stata la polizia stradale nuorese e il primo atto fu il sequestro del sistema di rivelazione “Celeritas”. Due mesi dopo l’installazione, la Procura aveva apposto i sigilli ai due apparecchi di rilevamento: un provvedimento che aveva costretto il Comune a correre ai ripari annullando i verbali in autotutela, anche perché in precedenza c’erano stati alcuni vertici in Prefettura. Un vero caos. Con il tutor che sfornava centinaia di multe ogni giorno: secondo una prima stima erano circa 800. E con valanghe di denunce e proteste che avevano sommerso per settimane gli uffici comunali e il comando della polizia stradale di Nuoro.

La bufera giudiziaria inevitabilmente aveva travolto anche i rapporti in Comune. Con Asole sollevato dall’incarico e i due amministratori che dichiaravano di essere all’oscuro dei contratti stipulati dall’allora comandante con le società di La Spezia che si occupavano di autovelox e riscossione delle multe. Versione ovviamente contrapposta a quella di Asole che, anche ieri, attraverso il suo difensore, ha sostenuto il coinvolgimento degli amministratori.

Ieri, la decisione del gup di affidare al tribunale la spinosa vicenda.

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