La Nuova Sardegna

Apertura di Meridiana: spiragli nella trattativa

di Umberto Aime

Il presidente Marco Rigotti ha dialogato a lungo con Pigliaru e l’assessore Deiana Impossibile fare una unica lista esuberi che metta insieme anche Air Italy

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CAGLIARI. Richard Creagh e gli altri due stranieri sono rimasti a Olbia, dicono siano alle prese con un possibile nuovo piano industriale. Gli italiani, con intesta il presidente Marco Rigotti, sono arrivati in missione a Cagliari per incontrare la Giunta, ancora una volta. L’ultima strategia di Meridiana sembra essere proprio questa: compiti separati. A far di conto, spulciare nei bilanci, negli hangar saranno i tre manager arrivati all’indomani delle dimissioni improvvise dell’ex amministratore delegato Roberto Scaramella. A trattare con il Governo, la Giunta e i sindacati sarà chi l’ha fatto finora: Marco Rigotti, Paolo Carcone, capo del personale, e Ivano Pippobello consigliere d’amministrazione. Se il lavoro del trio irlandese è più o meno segreto, quello del terzetto italiano è alla luce del sole. Comunque fra i due gruppi non c’è conflitto, lavorano in perfetta sintonia fa sapere con prontezza la portavoce di Meridiana, e neanche Rigotti si sente commissariato da Creagh. A dirlo è proprio lui, il presidente, all’uscita dell’incontro di ieri durato oltre due ore, al netto delle pause, con il governatore Francesco Pigliaru e l’assessore ai Trasporti, Massimo Deiana. Alla domanda precisa: si sente o no commissariato? Rigotti ha dato una risposta calma e sicura: «Ho fortemente voluto questo assetto e resto il rappresentante dell’azionista. Una volta giunti alla decisione del cambio dell’amministratore delegato le nomine sono state da me subito condivise». Chiuso il capitolo degli assestamenti interni imposti dall’Aga Khan, nell’ultimo vertice ha raccontato con molti omissis quello che è accaduto. Primo: Meridiana ha respinto la proposta dei sindacati, arrivata attraverso Pigliaru, della lista unica di esuberi fra Meridiana e Air Italy: «Non è possibile neanche sotto l’aspetto legale», è stato il motivo ufficiale. Secondo: «Ho l’impressione che all’orizzonte potrebbe esserci qualcosa di nuovo fino a rivalutare la gestione dei 1.634 esuberi. Anche se, lo confermiamo, il piano di mobilità non è in discussione. L’azienda ha un eccesso di personale drammatico ed è indispensabile accelerare la ristrutturazione e scegliere nuove strategie commerciali se Meridiana vuole continuare a essere viva e avere un ruolo nel sistema nel trasporto aereo nazionale. Soprattutto in Sardegna, perché è impossibile per noi concepire la nostra compagnia lontano dall’isola». Cosa possa apparire è un mistero, Rigotti non l’ha svelato, ma si è detto, testuale: «Ottimista». L’ipotesi dello spiraglio è stata accennata dalla Regione anche nel comunicato finale: «Riteniamo esistano alcuni margini di trattativa ancora aperti e va apprezzata in questo momento lo sforzo dimostrato dalla società per limitare la portata delle conseguenze negative legate agli esuberi». Senza azzardare previsioni, ieri potrebbe essere cominciata una trattativa seria sul numero dei tagli. Qualcos’altro può essere letto ancora fra le righe della seconda parte del comunicato: «Siamo impegnati a incoraggiare concrete opportunità di rilancio dell’azienda, ma la compagnia che dovrà continuare a mantenere solide basi in Sardegna, non deve solo restare in piedi ma essere efficiente fino a rafforzare i propri interessi strategici nell’isola». La diplomazia della Regione è evidente: questa possibile via d’uscita deve ancora presentarla ai sindacati e lo farà a metà della prossima settimana ai sindacati. Fare l’intermediario non è facile, ma la Giunta può e deve provarci.

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