La Nuova Sardegna

Giommaria Cherchi La buona politica

Un convegno per ricordare l’ex presidente della Provincia Dirigente Pci e fine intellettuale, negli ultimi anni poeta

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SASSARI. Un convegno per ricordare l’uomo, il politico, il poeta: è questo l’iniziativa che i consiglieri provinciali ha votato iall’unanimità per rendere omaggio a Giovanni Maria Cherchi, figura di spicco del Partito comunista regionale per tre decenni, scomparso pochi mesi fa. Il convegno si terrà lenedì a partire dalle 16,30 nella Sala Angioy del palazzo della Provincia. Dopo i saluti di Alessandra Giudici, presidente della Provincia, e di Gianfranco Ganau, presidente del consiglio regionale, interverranno Vincenzo Mura, che è stato a suo tempo assessore provinciale, il poeta Giovanni Fiori e chiunque voglia portere un suo personale ricordo.

Presidente della Provincia dal 1975 al 1980, Cherchi ne è stato anche più volte consigliere, oltre ad aver ottenuto il seggio in Regione per la seconda e quarta legislatura; Giommaria, com’era conosciuto da tutti, è stato inoltre un poeta in sassarese e logudorese di riconosciuto valore, e un intellettuale estremamente vivace e prolifico (una ventina di libri). Chi lo ha conosciuto lo ricorda come un politico rigoroso formatosi alla scuola del Pci negli anni dell’immediato dopoguerra, come un intellettuale raffinato e come un uomo dal tratto mite ed ironico. Poco prima di morire, ha deciso di donare gran parte del proprio, ricchissimo patrimonio librario personale alla Biblioteca di Lettere e Lingue dell’Università di Sassari. La donazione consiste di circa duemila volumi, spesso in edizioni di pregio, riguardanti un numero vastissimo di ambiti e discipline: narrativa, poesia, storia, filosofia, pedagogia, politica in tutte le sue declinazioni, linguistica e critica letteraria. Tra questi, ovviamente, decine e decine sono i libri e le riviste sulla Sardegna.

«Alcune centinaia di volumi, dice Maria Paola Serra, direttrice ad interim della Biblioteca di via Zanfarino – sono già stati inseriti nel catalogo unico del Sistema bibliotecario d’Ateneo e sono a disposizione degli utenti, per gli altri la procedura è ancora in corso». In generale, quella della donazione è una pratica non inconsueta, e a compierla sono principalmente «privati come ex docenti e studiosi dell’Ateneo o personalità della cultura, delle Istituzioni e della politica non solo regionali ma anche di altre parti d’Italia».

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