La Nuova Sardegna

L’accusa delle famiglie sconvolge il paese

di Salvatore Santoni
L’accusa delle famiglie sconvolge il paese

I primi dubbi su Facebook, poi giorno dopo giorno la convinzione che i figli venissero picchiati

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SORSO. «Lo sai che oggi la maestra ha picchiato un compagnetto?». È più o meno quello che si è sentita dire dal figlioletto una delle madri che hanno denunciato i presunti maltrattamenti subiti dai loro figli, durante le lezioni in una classe di una scuola elementare di Sorso. Ieri, al suono della campanella di fine mattinata, nel piazzale davanti alla scuola era un ribollire di rabbia e amarezza. La cittadina è in fibrillazione per conoscere il volto della donna che si sarebbe resa protagonista della vicenda, una docente con parecchi anni d’esperienza alle spalle. La notizia, prima di raggiungere le famiglie, è rimbalzata per qualche giorno fra gli addetti ai lavori dei vari distaccamenti del circolo didattico.

Nei corridoi dell’istituto si respira una calma apparente. In molti sanno, ma nessuno ha voglia di parlare. Le famiglie dei bimbi coinvolti nella vicenda sono troppo scosse per poterla commentare. E basta immaginare i racconti strazianti fatti dai loro figlioletti per comprendere e rispettare il riserbo su una brutta storia che è costata più di una lacrima. Ma che se non altro è finita. Alcuni genitori hanno addirittura paura a parlare, soprattutto perché vogliono prima capire cosa avrà da dire la docente, indagata per aver maltrattato alcuni dei suoi alunni fra quelle stesse mura scolastiche che dovrebbero invece proteggerli e guidarli.

La notizia serpeggiava da giorni fra le bacheche private del più famoso dei social network. All’inizio sembrava un semplice pettegolezzo, una di quelle cattiverie anonime come tante altre lanciate nella rete, giusto per sfogare la rabbia e a volte l’invidia. Poi, invece, lo scenario delle violenze ha preso corpo passando di bocca in bocca, fino a trovare conferma nelle autorità. L’insegnante, molto conosciuta in paese, ha avuto fra le mani parecchie generazioni di sorsensi. Anche per questo gli altri docenti della scuola elementare sono rimasti sconvolti dalla vicenda e dalle implicazioni che potrebbe avere per il futuro. Le prime lamentele erano arrivate da un paio di mamme che, sicurissime di intuire nell’aria più che semplici stranezze, sono state invece considerate esagerate. Poi però i sospetti hanno convinto anche altri genitori, una decina, che sono andati a fondo dopo aver ascoltato una serie di racconti dei loro piccoli. Da lì l’idea di denunciare tutto ai carabinieri. Nell’ultimo periodo i genitori si sono fatti prendere dalla disperazione. Lunga l’attesa per avere risposte sulle loro paure.

Avevano anche iniziato a tenere a casa i bambini. Non a caso le presenze in classe di recente si erano quasi dimezzate, per risparmiare quei maltrattamenti che secondo le famiglie andavano avanti da tempo e in merito ai quali lunedì mattina l’insegnante dovrà riferire davanti al magistrato.

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