Scampa ai killer per la seconda volta
Cinque fucilate contro l’auto di Pietro Contena, pastore di 43 anni, che è rimasto illeso. Nel 2012 fu ferito a un fianco
ORUNE. Le fucilate sono partite dal costone immerso nel buio lungo la strada che porta verso il nuovo quartiere di Su Pradu, verso Bitti, poco dopo il caseificio. Quattro, cinque colpi in rapida successione. A pallettoni. Una pioggia di piombo contro l’auto di Pietro Contena, 43 anni, un allevatore di Orune, che è uscito miracolosamente illeso dall’abitacolo della sua Ford Kuga. È la seconda volta che l’allevatore sfugge alla morte: il 25 settembre 2012 era rimasto ferito in un altro tentativo di omicidio lungo la strada di penetrazione agraria che porta al suo ovile, a pochi chilometri da Orune.
L’agguato di ieri sera è stato messo a segno intorno alle 20, nell’immediata periferia del paese. Pietro Contena stava rientrando a casa, nel nuovo quartiere di Su Pradu, nella parte alta di Orune, in direzione di Bitti, alla guida del suo nuovo fuoristrada Ford. Dopo aver superato il caseificio, l’auto dell’allevatore si è inerpicata lungo la tortuosa strada, ha percorso il primo tornante in salita e poi l’allevatore è stato costretto a rallentare per affrontare il secondo quando dal costone alla sua sinistra sono arrivati gli spari. Quattro, cinque fucilate a pallettoni che hanno raggiunto l’auto e si sono schiantati sull’asfalto. Pietro Contena ha tentato una manovra disperata per evitare la morte e ha puntato dritto verso un cancello in ferro alla sua sinistra, perdendo il controllo della Ford per qualche istante. Prima di sbattersi ha ripreso il controllo dell’auto e, pur con il parabrezza crivellato dai pallettoni, è riuscito a dirigersi verso casa. Ha parcheggiato davanti al garage e ha telefonato ai carabinieri per denunciare l’ accaduto.
L’allarme è scattato immediatamente e sul posto sono arrivati dopo pochi minuti i carabinieri del paese insieme a quelli della Compagnia di Bitti, al comando del capitano Fabio Saddi. Poco più tardi da Nuoro sono arrivati anche gli esperti dei Ris insieme agli specialisti del Reparto operativo provinciale guidati dal capitano Luigi Mereu. Pietro Contena, in evidente stato di shock, è stato inizialmente accompagnato alla guardia medica e poi, visto che era illeso, in caserma dove è stato sentito a lungo sull’episodio. Pochi i particolari che è riuscito a fornire agli investigatori che a tarda ora stavano ancora facendo i rilievi sul luogo dell’agguato.
Pietro Contena era scampato miracolosamente a un altro tentativo di omicidio il 25 settembre 2012. Mentre rientrava a casa dal suo ovile, a bordo della sua Lada Niva, era stato preso di mira dai killer che avevano esploso contro l’allevatore diciassette fucilate a pallettoni. Con una manovra disperata e pur ferito, anche se non in maniera grave, era riuscito ad allontanarsi e a dare l’allarme, mentre i malviventi si erano dati alla fuga.
Pietro Contena in passato ha avuto grossi problemi con la giustizia. Nel 1989 era stato accusato della morte del pensionato orunese Giuseppe Vargiu e condannato a 12 anni di carcere. Poi è finito in cella per detenzione e porto di armi. Una vita vissuta pericolosamente, la sua. Ma nel suo passato c’è qualcosa di molto grave: solo così si possono spiegare due agguati tanto spavaldi in pochi anni. (plp)
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