Detenuti pronti al maxi trasferimento verso Uta
Buoncammino, misure di sicurezza al massimo per il trasporto dei 350 carcerati nel nuovo istituto di pena
CAGLIARI. Il più grande trasferimento di detenuti in Italia da un carcere all'altro. Parola di Gianfranco Pala, direttore della Casa Circondariale di Buoncammino: circa 350 ospiti che dicono addio a Cagliari. E riempiono la nuova struttura di Uta, destinata, una volta terminati i lavori, ad accogliere anche i 41 bis. Un esodo anticipato dal trasferimento nei giorni scorsi di armi e documenti.
Un'operazione segretissima, con un'ora X conosciuta da pochissimi. E seguita naturalmente da uno schieramento di forze di polizia consono al momento storico: in campo gli agenti della penitenziaria, i vari reparti della polizia di Stato, i carabinieri, la Guardia di finanza e la municipale. Nei giorni scorsi riunioni su riunioni per stabilire modi e percorso. Ieri mattina Pala ha fatto un giro tra i detenuti per capire un po' che aria tirava.
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«Mi sono sembrati di buon umore – ha detto – pronti e soddisfatti per il trasferimento».
Tutti protagonisti direttore, personale e detenuti di una svolta epocale con il carcere che esce di scena dalla vita della città. Con quel viale, Buoncammino, bello e panoramico. Ma un po' triste con le mura e le torrette a fargli ombra. Un vago senso di inquietudine per il mondo oltre il cancello, a pochi passi in linea d'aria dalle passeggiate e da uno snack nei chioschetti.
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Un portone di ingresso che ora resterà probabilmente aperto. O, se chiuso, non protetto da tutte quelle misure di sicurezza ovvie per un carcere. Sì perché per il futuro, già dalle prossime settimane, la palazzina degli uffici davanti all'ingresso sarà occupata dal personale del Provveditorato di va Tuveri e dai dipendenti dell'Esecuzione penale esterna, ora in via Peretti. Poi si parla di un possibile trasferimento dell'istituto minorile di Quartuccu. Ma quindicimila metri quadri sono uno spazio immenso. E in quella posizione, con quella vista e con un Castello così vicino si può fare molto di più. O ben altro come rivendicato in Consiglio comunale nelle settimane scorse quando è trapelata la notizia del trasloco.
Tante idee: turismo, cultura, accoglienza studenti che arrivano dall'estero.
Giusto per voltare pagina. Anche se nei prossimi decenni il tormentone è quasi scontato: qui una volta c'era il carcere.
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