La Nuova Sardegna

Super task force contro la peste suina

La squadra di esperti è stata varata dall’esecutivo Pigliaru che punta a debellare l’epidemia entro il 2016

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CAGLIARI. Maledetta e insopportabile peste suina, che da 36 anni, davvero troppi, è una piaga biblica in Sardegna, L’ultima sfida (sarà vincente?) è partita con una task force che ricorda quelle organizzate per affrontare le calamità naturali e questo è un primo buon segnale. Tre assessorati lavoreranno assieme, Sanità, Agricoltura e Ambiente, e non più solo i primi due, «perché d’ora in poi vogliamo ci sia un vero gioco di squadra», è stato l’annuncio. Al vertice della catena di comando, la seconda novità di questo piano straordinario 2014-2016 approvato dalla Giunta: l’Unità di progetto. Sarà, allo stesso tempo, la mente e il braccio operativo, e composta da sette esperti, compresi il vicecapo della direzione generale europea per la Salute, il sardo Alberto Laddomada, e Josè Manuel Sanchez-Vizcaino. Proprio chi, nella sua Spagna, è riuscito a sconfiggere la stessa peste africana colpevole in Sardegna, solo negli ultimi quattro anni, di aver quasi dimezzato gli allevamenti suini da 231mila capi a 146mila. Non è più possibile perdere la sfida, perché l’Europa non sopporta più che una «parte dell’Italia sia ancora contaminata» e l’Italia stessa «non sopporta più che la Sardegna sia contaminata dal 1978». Stavolta bisogna davvero fare in fretta: se entro il 2016 la peste non sarà debellata, il commissario (nazionale o europeo) arriverà di sicuro. La Giunta ha deciso di alzare il tiro con un’operazione a tenaglia che avrà un costo di 4 milioni all’anno. Primo, educare gli allevatori non professionisti a rinunciare al pascolo brado dei maiali, è questa la principale causa della diffusione della peste, e poi denunciare all’anagrafe gli animali. Secondo, ma solo se il primo passo, non dovesse avere i risultati sperati, «abbattere i maiali infetti». È tutto scritto in due passaggi politici fondamentali, delibera e disegno di legge, e in un terzo testo tecnico dal nome carico di ottimismo “piano straordinario per l’eradicazione della peste suina”. L’assessore alla Sanità, Luigi Arru, l’ha detto subito: «L’Europa ci ha chiesto di interrompere, in tempi rapidi, il ciclo biologico della malattia e siamo convinti che con questa task force ci riusciremo. Soprattutto perché è molto simile a quella con cui abbiamo ottenuto ottimi risultati con la vaccinazione a tappeto per la Lingua blu e per questo siamo stati premiati dall’Europa, ci dà la metà dei 2,5 milioni spesi, e da una commissione di Taiwan, che ci ha promosso quasi con il massimo dei voti». L’assessore all’Agricoltura, Elisabetta Falchi, è andata oltre l’emergenza: «Dobbiamo rilanciare la produzione dell’agroalimentare sardo e della filiera suinicola sarda, restituendole qualità e sicurezza». Il piano straordinario dovrà essere presentato dall’Unità di progetto alla Giunta entro 20 giorni dalla pubblicazione della delibera, il che vorrà dire «Partiremo subito», ha detto l’assessore all’Ambiente Donatella Spano, nel ricordare che per la prima volta «in questa strategia di pronto intervento saranno coinvolti non solo le direzioni generali dei tre assessorati e il Corpo forestale, ma anche l’Ente foreste». Sarà come mettere in campo un esercito con un solo obiettivo: vincere. (ua)

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