«Sobrietà e trasparenza in chiesa»
Niente tariffe per le celebrazioni, messe gratuite per i poveri
CAGLIARI. «Mantenere pulito il tempio» e «non dare scandalo al popolo di Dio» è la preoccupazione comune a vescovi e sacerdoti sardi, soprattutto dopo la raccomandazione del Papa, venerdì scorso, affinché si eviti di trasformare la Chiesa in un giro di soldi, «perché la salvezza è gratuita». Dunque, se qualche parroco ha nel cassetto o in mente un tariffario delle celebrazioni liturgiche, è bene che lo strappi e lo dimentichi. Anche perché i laici ora sono veramente allertati e andranno avanti solamente con offerte liberamente date. I vescovi lo sanno e invitano i preti alla massima trasparenza e a celebrare la messa gratuitamente, soprattutto per i più poveri.
«Le parole del Papa – dice l'arcivescovo di Cagliari, monsignor Arrigo Miglio – sono l'occasione per richiamare alcune linee di comportamento già seguite dalla gran maggioranza dei sacerdoti, ormai da molti anni». Primo problema: a chi vanno le offerte dei fedeli? «Al sacerdote celebrante è destinata l'offerta per l'intenzione della S. Messa, la cui entità come cifra massima che può essere indicata viene determinata dai vescovi locali (oggi normalmente 15 euro), ma con la raccomandazione di permettere a tutti, specialmente ai più poveri, di poter avere l'intenzione della S. Messa gratuitamente». Ogni sacerdote può trattenersi una sola offerta di questo tipo al giorno, anche se celebra più messe: il resto va versato per le opere diocesane. Sono molti i parroci che lasciano completamente libera l'oblazione. Tutte le altre offerte in occasione delle diverse celebrazioni (battesimi, cresime, matrimoni, funerali, ecc…) sono obolo facoltativo destinato alla cassa parrocchiale, «che deve essere sempre ben distinta da quella personale del sacerdote», precisa monsignor Miglio.
Secondo problema, oggi fondamentale, è quello della trasparenza: «Ogni parrocchia è tenuta ad avere il consiglio per gli affari economici ed è sempre più necessario che tutta la comunità parrocchiale sia messa in grado di conoscere il bilancio della parrocchia».
Un terzo problema riguarda le spese accessorie per alcune celebrazioni (fiori, addobbi, ecc.) che talora danno adito ad equivoci spiacevoli. «Non si raccomanderà mai abbastanza – è l'invito pressante del presidente dell'episcopato sardo – la sobrietà, evitando sprechi ed eccessive disparità tra celebrazioni analoghe».
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