Fondi ai gruppi e nuovi vitalizi: Oppi ritira le proposte di legge
CAGLIARI. Giorgio Oppi ci ha ripensato: firmate due proposte di legge per restituire i vitalizi agli ex onorevoli e per riportare nei gruppi consiliari regionali i collaboratori esterni raccomandati...
CAGLIARI. Giorgio Oppi ci ha ripensato: firmate due proposte di legge per restituire i vitalizi agli ex onorevoli e per riportare nei gruppi consiliari regionali i collaboratori esterni raccomandati dai partiti, il leader storico dell’Udc ha deciso di ritirare il suo appoggio formale ai due testi, ma solo dopo che la Nuova Sardegna ne ha pubblicato il contenuto: «La decisione - spiega Oppi in una nota alle agenzie - deriva dalla lettura che alcuni hanno proposto alla pubblica opinione delle due iniziative, che è stata impropria e ha raggiunto lo scopo esattamente opposto a quello che mi e ci eravamo prefissati». Per l’ex assessore regionale alla Sanità le proposte nascevano «dalla nostra (e mia personale) contrarietà alla gestione delle risorse da parte dei gruppi. L'Udc non ha voluto aprire alcun conto corrente, nonostante gli inviti da parte degli uffici del consiglio regionale, e io sono personalmente contrario a che i gruppi consiliari abbiano accesso diretto ai soldi pubblici, riservando al Consiglio e ai suoi uffici questo compito». La prima proposta firmata da Oppi rilanciava la possibilità per i gruppi politici di assumere a termine personale esterno alla Regione, mentre la legge varata a gennaio 2014 prevede solo dipendenti a comando presi dai ruoli pubblici. Sul vitalizio invece Oppi proponeva l’abrogazione dell’articolo 6 della legge sul contenimento dei costi della politica: ridotto a un mese di indennità per ogni mese di mandato con un tetto di dieci anni, se la proposta dell’Udc passasse si ritornerebbe al vero vitalizio, indennità integrale e nessun limite di durata. Questo malgrado nella relazione dei «proponenti» si spieghi che le modifiche «sono volte a proseguire nell’operazione di contenimento dei costi della politica, nonché ad assicurare l’effettiva partecipazione dei consiglieri e degli assessori all’attività del Consiglio». Fra l’altro la proposta prevedeva di aumentare di 250 euro al mese il rimborso forfettario che la norma di gennaio stabiliva in 650 euro per i consiglieri residenti a più di cento chilometri dalla sede del consiglio regionale e a 300 per chi abita a una distanza fra i 71 e i 100 chilometri. Un ritocco attorno al 30 per cento. Ora il passo indietro. Giorgio Oppi è a giudizio immediato con l’accusa di truffa e falso per aver incassato quand’era assessore regionale un rimborso spese per la partecipazione a un convegno nazionale dell’Udc, del tutto estraneo al suo mandato. Oppi è indagato anche per peculato aggravato nell’inchiesta sui fondi ai gruppi.
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