I lavoratori dell’edilizia bloccano per un’ora la 131
L’appello dei sindacati alla Regione per il rilancio degli investimenti Matta (Cisl): sbloccare i miliardi fermi nelle banche. Traffico deviato, pochi disagi
ABBASANTA. Giunta Pigliaru e governo Renzi nel mirino degli oltre duemila partecipanti (secondo la valutazione degli organizzatori) alla manifestazione di protesta dei lavoratori delle costruzioni che si è svolta ieri sulla statale 131 all'altezza del Nuraghe Losa (Abbasanta) per iniziativa dei sindacati di categoria Filca Cisl, Feneal Uil e Fillea Cgil.
Il messaggio lanciato da Abbasanta è lo stesso per il governo regionale e per quello nazionale: «Basta chiacchiere e proclami sulla stampa, è ora di passare ai fatti perché la crisi, negli ultimi cinque anni, ha già cancellato in Sardegna 28mila posti di lavoro e ucciso centinaia di imprese».
Tra le 10 e le 11 di ieri, la manifestazione ha provocato qualche disagio alla circolazione, interrotta sulla corsia ovest Sassari-Cagliari e deviata su percorsi alternativi, ma ha offerto uno straordinario colpo d'occhio con le centinaia di bandiere delle tre organizzazioni sindacali di categoria. In testa lo striscione con lo slogan nazionale della manifestazione (In lotta per il futuro e per il lavoro) che si è svolta in contemporanea in tutte le regioni seppure con modalità diverse.
Subito dietro un drappello misto con le bandiere delle tre organizzazioni e poi nell'ordine il gruppone della Cisl, quello della Cgil e quello della Uil. Insomma, manifestazione unitaria sì, ma senza esagerare. Il corteo si è snodato sull'asfalto della 131 senza problemi. Niente slogan violenti, niente provocazioni, niente striscioni offensivi.
Ad alzare il tiro, pur restando dentro i limiti di una più che corretta polemica politica e sindacale, sono stati gli oratori ufficiali della manifestazione. «Meno chiacchiere e più azioni concrete per sbloccare le risorse, rilanciare gli investimenti e creare posti di lavoro – ha urlato il segretario generale della Filca Cisl Giovanni Matta rivolgendosi ai palazzi della Regione –. Siamo qui per chiedere lavoro, lavoro e ancora lavoro, perché manca il lavoro ma mancano anche le idee e le strategie per uscire da questa crisi. Dobbiamo dire basta e pretendiamo risposte certe e iniziative concrete per sbloccare la situazione», ha proseguito Matta annunciando una grande mobilitazione per «costringere la Regione a sbloccare i miliardi fermi nelle banche e trasformarli in occasioni di crescita e di lavoro».
«Serve un cambio di registro a livello nazionale e regionale – ha ribadito il segretario generale della Cgil Michele Carrus –. Vi aspettiamo al varco per vedere se vi state meritando la fiducia che i sardi vi hanno dato», ha continuato, rivolgendosi alla Regione. Più esplicito Carrus nei confronti di Confindustria: «Smettetela di cantare le lodi al Signore, gli industriali vogliono solo la libertà di licenziare e per questo si spellano le mani per applaudire il governo di Matteo Renzi».
«Il settore delle costruzioni è quello che ha pagato il prezzo più alto alla crisi con 58 miliardi di fatturato persi dal 2008 a oggi e monte salari praticamente dimezzato», ha concluso il segretario nazionale della Feneal Uil, Emilio Correale, chiedendo più dignità e più considerazione per i lavoratori del settore.
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