Gelo dei sindacati: pessimisti sulla vertenza
Le aperture viste dall’assessore regionale ai Trasporti Massimo Deiana vengono ridimensionate
OLBIA. Ci sono tre punti sui quali i sindacati non cedono nella trattativa con Meridiana: unicità aziendale, stop alle esternalizzazioni e accesso agli ammortizzatori conservativi. «È questa l’unica strada per il rilancio dell’azienda». Ed è anche la sola condizione per discutere di un contratto di Gruppo, ossia l’insieme del corpo aziendale nel quale stanno Meridiana e Air Italy. «L’apertura a discutere ci sarà solo a valle dell’accettazione da parte aziendale di questi tre punti ineludibili». Lo dicono a gran voce e con uno schieramento unitario che non lascia margini a tentennamenti le rappresentanze sindacali unitarie di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt, Ugl, Usb e Amp (associazione piloti).
Una presa di posizione dura, determinata che arriva dopo l’incontro con la Regione, giovedì sera, dal quale sembrava trasparissero segnali timidi di apertura, dovuti più alle aspettative dell’assessore Deiana che alle speranze dei sindacati. Di ottimistico, ribadiscono i sindacati, non c’è proprio nulla. Anzi: «Questo sentimento – hanno ribadito in una nota congiunta nel pomeriggio – è assai estraneo e del tutto fuori luogo in relazione al momento drammatico che sta attraversando la vertenza».
Il cammino della trattativa sulla procedura di licenziamento collettivo intrapreso da Meridiana è ancora del tutto aperto. «È evidente e apprezzabile a chiunque – commentano i sindacati – l'insufficienza della proposta che, tramite la Regione Sardegna, è stata consegnata l’altro ieri ai sindacati: il recupero di 2 Md80 e delle minime risorse ad esso collegato. Questo conferma comunque il licenziamento, nelle più auree previsioni di significativi esodi volontari che non abbiamo timore di definire improbabili data l'inadeguatezza delle condizioni ad essi legati, di più di 1300 dipendenti».
Uno scenario che non apre spiragli rispetto al contratto unico di Gruppo. «I sindacati non hanno alcuna intenzione di trattare di Contratto collettivo del lavoro in un contesto esacerbato, ricattatorio e drammatico come quello attuale. A maggior ragione quando il riferimento è il contratto Air Italy, ma la stessa Air Italy decide di tenersi deliberatamente fuori dalla procedura di licenziamento, respingendo l'unificazione con Meridiana». Per queste ragioni i sindacati hanno fatto sapere alla Regione che la loro «apertura a discutere» può derivare dalla sola accettazione dei tre «punti inalienabili».
Infine le organizzazioni sindacali e professionali «reiterano la richiesta di ritiro della procedura di mobilità», anche alla luce della richiesta di ispezione amministrativa proveniente dal procuratore di Tempio. Secondo i sindacati l’iniziativa giudiziaria supporta i dubbi «sollevati a vario titolo sulla legittimità della procedura di licenziamenti collettivi e di come sia stringente l'utilizzo di ammortizzatori conservativi in attesa di chiarezza legale e piani industriali». In maniera più specifica, la Filt Cgil solleva interrogativi sulla questione più controversa della vertenza e domanda perché le altre compagnie aeree, «che gestiscono flotte anche di centinaia di aerei, non hanno bisogno di avere una struttura societaria che comprende due aziende (una dentro l'altra) che svolgono la medesima attività, come nel caso del Gruppo Meridiana Fly» e quale sia la ragione industriale «per cui il Gruppo Meridiana Fly deve essere costituito da due società, in cui una sottrae lavoro (e ricavi) all'altra». La Rsa focalizza dunque l’attenzione su un punto che dovrebbe rispondere ai dubbi: ossia, quale sarebbe «la ragione per cui queste due società non possono essere unificate».
L’agenda del confronto fa intanto prevedere (ancora non è stata data conferma ufficiale) che la settimana prossima la Regione convochi Meridiana per presentare le controproposte dei sindacati all'ipotesi avanzata dalla compagnia aerea e discusse nella riunione con l'assessore dei Trasporti e il presidente Pigliaru. La tappa successiva dovrebbe essere l’incontro collegiale.
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