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Paci: niente Irap per le nuove imprese

Paci: niente Irap per le nuove imprese

L’assessore annuncia l’iniziativa dell’esecutivo mentre presenta la Finanziaria ai sindacati

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CAGLIARI. L’assessore alla Programmazione, Raffaele Paci, incassa il via libera dei sindacati alla Finanziaria 2015. La giunta ha presentato la manovra ai segretari Michele Carrus (Cgil), Oriana Putzolu (Cisl) e Francesca Ticca (Uil) che hanno apprezzato le innovazioni. Nel giro avviato ieri per illustrare la Finanziaria, si registrano, invece, le perplessità dell’Anci per quanto riguarda i pagamenti delle opere delegate.

La principale novità riguarda l’Irap, croce di qualsiasi imprenditore. Paci ha annunciato che ci sarà l'azzeramento per cinque anni dell'Irap per le nuove imprese che si insedieranno in Sardegna.

«È una norma che vale per tutte le nuove imprese, compresi gli stabilimenti che non hanno sede legale nell’isola», ha affermato l’assessore al Bilancio. Secondo la giunta, i due fattori, l'azzeramento della tassa per i nuovi insediamenti e il fatto di rendere permanente la riduzione al 25% dell'Irap per tutte le imprese, determineranno più occupazione». «Alcune Regioni hanno aumentato le aliquote Irpef o introdotto il ticket sanitario. Noi non aumentiamo le tasse ai cittadini ma agiamo sulla riduzione dell'aliquota Irap che passa dal 70% al 25%, ma lo sgravio viene reso permanente e non terminerà nel 2015, come invece previsto dalla precedente Finanziaria».

Cgil-Cisl e Uil si sono riservate di verificare nel merito le singole poste di bilancio. Per Michele Carrus, «si tratta di un bilancio molto interessante e la filosofia della programmazione integrata la apprezziamo e la condividiamo, è una manovra che nel complesso guarda alla ripresa degli investimenti, per esempio con il piano infrastrutture, e all'incentivazione del sistema economico». Sull'Irap Carrus chiede che lo sgravio sia modulato «in funzione del maggiore impatto occupazionale».

Per Oriana Putzolu, leader della Cisl sarda, «si intravedono elementi innovativi, come l'utilizzo di risorse in sinergia tra regionali, comunitarie e statali. Apprezzabile l'idea del Patto sociale, ma per i sindacati resta da capire come la somma complessiva di 7,7 miliardi possa dare slancio all'occupazione, alla scuola, alle infrastrutture e all'inclusione sociale». «Notiamo percorsi di sviluppo per capitoli di spesa importanti e ci sono interventi immediati sulle infrastrutture», afferma Francesca Ticca, segretario della Uil.

Anci e Consiglio delle Autonomie locali si riservano di valutare gli interventi della Finanziaria 2015 ed esprimono preoccupazione per il pagamento delle opere delegate relative al 2014. La criticità è stata espressa dai due presidenti, Piersandro Scano e Giuseppe Casti. «La situazione per gli enti locali è la stessa del 2014 quando il fondo era stato integrato di 30 milioni per arrivare a 600 milioni», spiega Scano, «abbiamo espresso preoccupazioni sui 90 milioni di opere delegate per il 2014, perché molti comuni rischiano di sforare il patto di stabilità».

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