Stop a una gasiera carica di propano diretta sulle Bocche
LA MADDALENA. La catastrofe è solo rinviata. La buona sorte bacia ancora le Bocche di Bonifacio. Una nave con un carico di propano, un gigante di 6mila 550 tonnellate, ha cambiato rotta su invito...
LA MADDALENA. La catastrofe è solo rinviata. La buona sorte bacia ancora le Bocche di Bonifacio. Una nave con un carico di propano, un gigante di 6mila 550 tonnellate, ha cambiato rotta su invito della capitaneria. Voleva attraversare il braccio di mare tra la Corsica e la Sardegna per raggiungere la Grecia. La rinuncia a passare è un atto di cortesia del comandante della nave lunga 120 metri e battente bandiera panamense. Il gigante con la pancia piena di veleno, su consiglio della capitaneria, ha scelto di seguire un percorso sulle onde alternativo.
È notte fonda quando la capitaneria di La Maddalena vede la gasiera sul monitor del sistema "Vessel traffic service". Il cargo trasporta un carico pericoloso, propano, e punta verso lo stretto di Bonifacio. La legge vieta il passaggio nelle Bocche con carichi pericolosi solo alle navi italiani e francesi. Per le altre si parla di rotta non raccomandata, cioè non consigliata. Il supervisore Vts di servizio contatta il comandante del cargo e lo informa del percorso a rischio. Sulla base della risoluzione del 1993 dell'Imo, l'organizzazione internazionale marittima – che scoraggia il transito nello stretto di navi cisterna con merci pericolose – viene attivato il contatto con la gasiera. Il comandante del cargo decide di invertire la rotta e raggiungere la Grecia navigando sul versante occidentale della Sardegna. Il paradiso delle Bocche tira un sospiro di sollievo. Ogni anno sono circa 3500 i cargo che sfidano le onde tra Sardegna e Corsica. Gli uomini della capitaneria di porto di postazione a Guardia vecchia come i colleghi francesi della stazione di Capo Pertusato sono le sentinelle del mare 24 ore su 24 e 365 giorni all'anno. Il loro lavoro permette di monitorare il transito di tutte le navi nelle Bocche. Sul passaggio all’interno di questo delicato braccio di mare l'Imo nel 2012 ha dettato tre regole precise. L'introduzione delle rotte raccomandate, i Centri vts e il pilotaggio raccomandato. E proprio quest’ultimo argomento ha catalizzato l'attenzione della riunione di chiusura del Progetto Interreg Nostra, a Bonifacio. L'ultimo tassello della sicurezza sulle onde è la possibilità di far salire a bordo delle navi in transito (merci e passeggeri, entrambi pericolose) un pilota esperto per percorrere il tratto delle Bocche. Al momento il pilotaggio esiste solo dal punto di vista burocratico. I piloti indicati dal ministero come braccia tecniche della guardia costiera sono volontari, senza mezzi adeguati e la loro prestazione è solo raccomandata, non obbligatoria. Passa dalla sinergia tra questi tre elementi la sicurezza delle Bocche di Bonifacio.
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