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Rapine in calo: da 1.323 a 914 in pochi anni

Rapine in calo: da 1.323 a 914 in pochi anni

Ma a Sassari, Cagliari, Olbia e in centri urbani minori presi di mira anziani e persone indifese

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SASSARI. Negli ultimi 5 anni 914 rapine. Il numero è certo impressionante. Segna però un calo rispetto al quinquennio precedente, quando gli assalti armati erano stati molti di più: 1.323. E conferma come il fenomeno in Sardegna sia al di sotto delle medie nazionali. Diminuito anche l’uso degli esplosivi contro istituti di credito e casse bancomat da parte di commandos armati.

Tra il 2011 e quest’anno, poi, sono stati 344 i colpi con un bottino modesto: tra i 100 e i 5mila euro. Mentre nello stesso periodo “solo” 122 raid hanno fruttato refurtiva per un valore tra i 5mila e i 100mila euro. Cresce tuttavia, rilevano sempre i ricercatori dell’Osservatorio, «la criminalità cosiddetta predatoria, soprattutto nelle aree urbane». E, insieme, l’insicurezza sociale. «I comuni più colpiti sono nell’ordine Cagliari, Sassari e Olbia – sottolineano gli specialisti – Una maggiore distribuzione territoriale si registra invece per le rapine nelle abitazioni. Un dato che andrebbe collegato all’età delle vittime», Perlopiù pensionati. O persone comunque indifese. Naturalmente nel dossier si fanno distinzioni tra diversi tipi di assalti armati. E li si classifica così in rapine pianificate e in quelle che non hanno alle spalle un’organizzazione specifica.

Come osserva infine nelle sue argomentazioni Daniele Pulino, che ha curato questa parte dell’inchiesta, nei blitz interagiscono sul piano sociale l’uso della violenza contro la proprietà privata e riferimenti alle mutate condizioni economiche dell’isola. Ma i fattori che distinguono almeno certi tipi di fenomeni è forse un altro. «Nonostante l’incidenza sia piuttosto bassa rispetto al dato nazionale, anche in Sardegna furti e rapine sono i reati maggiormente commessi – sottolinea il sociologo – Dunque il loro concentrarsi in realtà dove maggiori sono i flussi di denaro riflette il processo di concentrazione della popolazione nei poli urbani». «Ma la capacità d’innovazione rispetto agli obiettivi da parte di gruppi criminali, la consistente quantità di piccole rapine disorganizzate e il crescente numero di anziani presi di mirati sono tutti segni che vanno colti – osserva Pulino – Colti come elementi che rispecchiano una realtà mutevole, per la quale occorrerà predisporre misure di prevenzione e di contrasto diversificate». (pgp)

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