Meridiana, sit in a Parigi: tutti sotto la casa dell’Aga Khan
La delegazione di dipendenti della compagnia si presenterà in divisa davanti al cancello della villa. Domani tappa a Bruxelles in un incontro organizzato da Renato Soru all’Europarlamento
OLBIA. Una cosa è certa: non sarà una manifestazione come le altre, in un posto come gli altri. Niente t-shirt rosse, tanto per cominciare. Davanti alla tenuta del Principe, ad Aiglemont, campagna brumosa nei dintorni di Parigi, i dipendenti Meridiana questa mattina si presenteranno in divisa d’ordinanza, possibilmente tirata a lucido. E poi niente chiasso e slogan irriverenti, perché Aiglemont è pur sempre la residenza dell’Aga Khan, che per Meridiana – o l’Alisarda che sarà – vuol dire tutto. La storia, il prestigio, il benessere economico. E oggi la crisi, i conti in rosso, i licenziamenti, l’inchiesta per truffa, l’incertezza per il futuro.
La lunga marcia dei lavoratori è partita ieri da Milano. A bordo di un pullman una cinquantina di persone, tutti dipendenti riuniti sotto le bandiere e gli striscioni con la scritta «Io sono un esubero». A bordo c’è anche una delegazione partita dalla base di Olbia che, prima di raggiungere i compagni di viaggio a Milano, si è ritrovata in aeroporto sotto la torre dell’illuminazione che da più di un mese è diventata casa, presidio e trincea di Andrea Mascia, comandante pilota avamposto della protesta contro il licenziamento di 1.634 dipendenti dichiarati in esubero.
Oggi a Parigi e domani a Bruxelles. La marcia dei lavoratori ha un’agenda definita nel minimo dettaglio. Questo pomeriggio partenza (sempre in pullman) da Aiglemont per raggiungere la capitale belga. Domani mattina l’appuntamento più atteso nella sede dell’Ue, dove è in programma un incontro consigliato e organizzato dall’eurodeputato Renato Soru. Al termine il rientro in Italia, a Milano, dopo un migliaio di chilometri in autostrada.
A Parigi e a Bruxelles i lavoratori porteranno il bagaglio ingombrante di tutto quello che è accaduto e sta ancora accadendo in queste settimane nel pianeta Meridiana. Una maxi inchiesta giudiziaria, prima di tutto, con quattro top manager (il presidente Marco Rigotti e gli ex amministratori delegati Massimo Chieli, Giuseppe Gentile e Roberto Scaramella) indagati per truffa dal procuratore del tribunale di Tempio, Domenico Fiordalisi. La procura indaga sui conti di Meridiana e sui rapporti con la consociata Air Italy, acquisita proprio quando la società madre viaggiava in stato di crisi. La stessa inchiesta che nei giorni scorsi ha fatto registrare un epilogo clamoroso con il blitz della guardia di finanza che ha violato il quartier generale della compagnia aerea, nell’aeroporto di Olbia, per il sequestro di carte e documenti aministrativi.
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Poi la svolta societaria, in tre mosse. Prima le dimissioni dell’amministratore delegato Roberto Scaramella, contestatissimo, nel bel mezzo della trattativa sindacale sulla gestione dell’esercito di esuberi. Subito dopo la nomina del nuovo board, una triade irlandese guidata da Richard Creagh, affiancato da Colin Smith e Fabian Bachrach. Quindi – a sorpresa, ma neanche tanto – l’annuncio del cambio di nome per la holding Meridiana spa che rispolvera la storica e gloriosa griffe Alisarda, bandiera della stagione dei pionieri del turismo in Costa Smeralda. Una decisione («per ragioni di chiarezza societaria tra l’attività del gruppo e la compagnia aerea») fortemente voluta dal consiglio d’amministrazione e dallo stesso principe Aga Khan. Tra il 16 (prima convocazione) e il 17 dicembre l’assemblea degli azionisti voterà la proposta del cda, ma di fatto la decisione è già presa.
Sono giornate decisive, dunque, sul fronte societario ma anche su quello sindacale. Per il negoziato sugli esuberi sono ormai giornate decisive e il ministro del Lavoro Giuliano Poletti attende segnali dalle parti per un nuovo tentativo di mediazione. Sarebbe l’unica notizia positiva arrivata in queste settimane di bufera.
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