La Nuova Sardegna

Cercando il tempo perduto Storie d’amore e redenzione

di Angiola Bellu
Cercando il tempo perduto Storie d’amore e redenzione

Esce in questi giorni “Noi” il nuovo romanzo dello scrittore inglese David Nicholls Al centro del volume le vicende di una coppia e del figlio e un viaggio in Europa

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di Angiola Bellu

Torna in libreria David Nicholls - l'amatissimo autore del best seller “Un giorno”- con “Noi” (ed Neri Pozza) romanzo molto inglese e dolceamaro sulle trasformazioni dell'amore e sulle mai semplici (e tragicomiche) relazioni familiari. Un viaggio in Europa è quello che Connie, l'affascinate moglie dello scienziato cinquantaquattrenne Douglas, ha deciso di fare con Albert, il loro unico figlio, in procinto di partire per il college. Il Grand Tour delle città d'arte del Vecchio Continente, con la giusta dose di disorientamento psichico che accompagna l'esplorazione dell'altrove, sarà ricco di intrecci emotivi e avventura, ricordi e colpi di scena degni di un thriller. Il gioco di flashback tra un presente veloce come i treni che collegano l'Europa, e un passato liquido come i ricordi, danno al romanzo di Nicholls una struttura che tiene incollato il lettore alla storia fino all'ultima parola. Ne abbiamo parlato con l'autore.

«Mi è sempre piaciuto – dice Nicholls – giocare con la struttura del libro. Ho voluto creare una connessione tra presente e passato attraverso due viaggi: uno attraverso il tempo e uno, lo spazio. Volevo riprodurre la sensazione del viaggio: le cose sempre in movimento, lo stare sul treno, al ristorante, in albergo. Per riprodurre quest’esperienza episodica ho scelto la struttura a capitoli brevi; i salti continui tra presente e passato, li ho scelti per dare l'idea del movimento. Spesso, alle storie che parlano di relazioni tra persone, manca il senso d'urgenza. Volevo che questa mia storia fosse urgente e incalzante come un thriller. Per cui si susseguono le rivelazioni, le sorprese. Ad un certo punto Douglas chiede a Connie: “Perché te ne vuoi andare?”; volevo che si creasse una sorta di mistero a cui il libro desse alla fine alcune risposte».

. Col dipanarsi della narrazione si prefigurano delle relazioni incrociate tra tre persone, Douglas, Connie e il loro figlio teenager Albert. Sapeva fin dall'inizio come sarebbe finita tra loro?

«Sapevo come sarebbe andata a finire, assolutamente. Volevo però essere persuasivo. Come Douglas, ho voluto sino alla fine far cambiare idea a Connie».

Come sono cambiati nel corso della stesura i rapporti tra i tre?

«Di pari passo ai cambi del titolo: durante la stesura del romanzo l'ho infatti cambiato spesso; prima era Married to love (sposati per amarsi) però non funzionava perché non era prevista la figura di Albert. Sono passato a Together (Insieme) per arrivare ad Us, Noi, che in un primo momento dà l'idea di due persone, ma può includere il triangolo. Volevo scrivere di come, all'interno di una famiglia, cambiano le alleanze tra i diversi componenti e come questo possa essere doloroso: si può pensare che l'amore sia equamente diviso all'interno dei membri di una famiglia ma non è così».

In che senso?

«C'è una sorta di tabù che riguarda il rischio che un uomo possa perdere l'amore della famiglia. Non se ne parla così spesso; ho voluto esplorare le dinamiche familiari con onestà, con tutto il dolore che questo comporta ma trovarci anche un elemento comico».

Quanto la sua personalità ha giocato in questa profonda e divertente analisi delle dinamiche familiari?

«Non sono un esperto di scienza, non sono così chiuso da un punto di vista emotivo né sono un padre troppo severo: ci sono quindi differenze fondamentali tra me e Douglas; però anch'io amo le carte geografiche, odio stare a poltrire a letto la mattina, non mi piace arrivare in ritardo, fare aspettare i taxi, lo spreco in genere...ho le stesse idiosincrasie di Douglas. Inoltre ho voluto riscoprire una sorta di entusiasmo che avevo da giovane per la scienza: a quindici sedici anni volevo diventare medico e scienziato. Se non fossi stato distratto da altre cose forse avrei seguito questa passione. Anche le mie esperienze di viaggio si ritrovano nel libro: la storia tragicomica delle biciclette ad Amsterdam, la storia della medusa, sono cose che ho vissuto. Inevitabilmente poi conosco bene gli hotel, i musei, i dipinti che descrivo nel romanzo. Ho però avuto in tutti i casi reazioni diverse da quelle di Douglas».

Il matrimonio è una scelta insolitamente convenzionale per una coppia londinese della generazione e della formazione di Connie e Douglas, così come la scelta professionale di Douglas.

«E' vero, ma Douglas fa la scelta di sposarsi prima di Connie: lei ha bisogno di essere convinta a farlo. La vita che conducono, sicura, agiata ma senza sorprese, è proprio la vita che mette in crisi Connie: lei è meno conservatrice di Douglas. Forse la tristezza, l'insoddisfazione di Connie hanno origine proprio da qui. Forse le scelte convenzionali sono proprio gli errori che potrebbero portare alla fine».

Sono storie diverse ma sembra esistere una continuità tra i temi trattati nel suo penultimo romanzo “Un giorno”, e questo, “Noi”.

«Questo è il mio quarto romanzo, se devo fare una summa, tutti trattano dei cambiamenti dell'amore ma in particolare questi due hanno in comune l'aspetto della redenzione: ci sono in entrambi i libri protagonisti maschili, pieni di difetti, che scoprono la propria integrità, il loro essere persone per bene, grazie all'incontro con una donna che li cambia. Escono da quest'esperienza traumatizzati ma migliori».

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