La guerra del Lirico tra Meli e Zedda
In forse gli stipendi degli oltre duecento dipendenti dell’Ente
CAGLIARI. Gli elementi del melodramma ci sarebbero tutti. Dai colpi di scena al confronto degli antagonisti in campo, poco per amore e molto per tenzone. La musica è quella del Lirico dove il sismografo continua a registare una dopo l’altra scosse difficili da valutare. Non si capisce cioè se siano quelle di assestamento dopo un lungo terremoto o al contrario preannunciano un Big One. Il rischio è che il melodramma possa trasformarsi in tragedia. E i primi a farne le spese sarebbero i lavoratori della più grande fabbrica culturale della Sardegna, al centro dell’ennesimo scontro tra il sindaco di Cagliari e presidente della Fondazione del Lirico, Massimo Zedda e il Sovrintendente Mauro Meli. Oltre duecento, tra orchestrali, coro, tecnici e impiegati rischiano di restare senza stipendio se non verrà trovata in tempi rapidi una soluzione, un punto di incontro che faccia superare la boa di queste acque agitate per condurre la navicella del Teatro sino alla fine di questo anno, quando cioè stando al dettato della nuova legge Bray (dal nome del ministro che l’ha voluta) tutte le fondazioni liriche d’Italia, compresa quella sarda, dovranno cambiare pelle dandosi una nuova veste e forma organizzativa. Ed è notizia di ieri che la Giunta ha nominato, come rappresentante della Regione in seno al Consiglio di Indirizzo della Fondazione del Lirico Alessio Loi, già direttore amministrativo in passato del Lirico stesso e artefice del risanamento dei conti.
Nel frattempo continua la sfida. A far salire la temperatura è stavolta una lunga lettera-comunicato a firma di Zedda e dei due consiglieri di minoranza (Mario Marchetti per il Comune e Susanna Pasticci per il ministero) in cui si solleva il problema del mancato pagamento degli stipendi di novembre (“la prima volta da tre anni a questa parte”), dei contributi previdenziali e le ritenute Irpef.
“Una tale circostanza – afferma la nota – oltre che esporre la Fondazione a gravi responsabilità, comporta anche il pagamento di pesantissimi interessi di mora”. Il cuore di tutto starebbe in un finanziamento trasferito dalla Regione alla Fondazione e che sarebbe vincolato a esposizioni debitorie sino al dicembre 2011 (in parole povere non si potrebbe quindi usare per pagare gli stipendi dei avoratori).
Mauro Meli ieri mattina, ha svelato però che «Il Banco di Sardegna ha bloccato il pagamento sulla base di una lettera ricevuta dal sindaco Massimo Zedda con la quale – da come ha appreso dalla stessa banca – ha provocato il blocco degli stipendi». E ha aggiunto: «non è vero che il Teatro manchi di fondi per pagare gli stipendi dei lavoratori. Lo ribadisco: ha tutti i fondi necessari per pagare». Dopo una prima dura reazione (che l’aveva spinto a ipotizzare il ricorso a vie legali) il Sovrintendente ieri nel primo pomeriggio parlando in una riunione con i lavoratori del Teatro ha gettato molta acqua sul fuoco. «Il Sindaco – avrebbe detto – ha giustamente tutto il diritto di esprimere dubbi e chiedere spiegazione. I dubbi sono legittimi come, non c’è dubbio che i lavoratori vanno pagati».
«Certo – riconosce Simone Guarneri coordinatore della Rsu –magari Zedda poteva accorgersene qualche settimana prima. Anche perchè proprio in sede di Consiglio d’amministrazione si è discusso di questo tema molto prima, già ai primi di novembre. Quindi il Presidente responsabile della Fondazione aveva gli elementi e il tempo per chiedere tutti i chiarimenti che voleva».
A questo punto la palla torna di nuovo al sindaco (che il Sovrintendente Mauro Meli ha detto di aver ripetutamente cercato sin dalle 9 e trenta del mattino per individuare il modo di sbloccare la situazione, senza ricevere però alcuna risposta da parte del primo cittadino). Il Banco di Sardegna, preso tra due fuochi, la lettera del presidente della Fondazione e la richiesta del Sovrintendente di procedere al pagamento degli stipendi, sta alla finestra in attesa di un eventuale chiarimento. Ma tra i quesiti aperti c’è anche quello dell’approvazione della futura stagione. Senza non si può far cassa. Zedda la vorrebbe con il nuovo organismo ma gli altri membri del Cda ne sollecitano l’approvazione in tempi brevi.
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