Bitti, dopo l’alluvione Un libro per rinascere
“Sei per la Sardegna”, domani sarà consegnato il ricavato della vendita del volume curato dallo scrittore Marcello Fois
BITTI. Scrittura e impegno. Non è uno slogan del passato ma qualcosa che accade ora. Che avviene quando sei scrittori sardi si uniscono per dar vita ad una piccola antologia a basso costo (6 euro), "Sei per la Sardegna", pubblicata da Einaudi a cura di Marcello Fois, i cui proventi – ai quali hanno rinunciato autori ed editore – vanno agli alluvionati della Sardegna, in particolare alla comunità di Bitti, dove domani pomeriggio (alle 18,30 al cinema Ariston) quanto sinora raccolto (72 mila euro) grazie all'iniziativa sarà consegnato all'amministrazione comunale di Bitti, nel corso di un incontro al quale parteciperanno, insieme con il sindaco, i sei autori e il direttore della Einaudi Walter Barberis.
Nel libro ci sono i versi de "L’infinito non finire" di Fois, la libertà di scegliere raccontata da Michela Murgia in "L'eredità" e la scoperta di una terra dove si vuol vivere fino all'ultimo respiro in "Un uomo fortunato" di Francesco Abate. La piccola antologia raccoglie anche la "Cantata profana. Libretto per musica (1960)" di Salvatore Mannuzzu, "E se fosse una malattia" di Alessandro De Roma e "Grilli in testa" di Paola Soriga. «I sei autori – si spiega nella prefazione – hanno pensato di riunirsi per un instant book a basso costo da offrire ai lettori perché la loro solidarietà alla causa degli alluvionati in Sardegna non sembri carità, ma contributo riconoscente. La casa editrice li ha ospitati e incoraggiati. Sono racconti e intrusioni poetiche, mai ammiccamenti o perorazioni. Chi compra questo libro aiuterà la comunità di uno dei paesi piú devastati dall'inondazione».
In apertura dell'istant book viene ricordato che, secondo l'antica saggezza dei sardi, «S’abba tenet memoria, l'acqua ricorda, e ricorda dove stava il suo letto nonostante le villette che gli uomini vi hanno costruito sopra. L'alluvione che ha colpito la Sardegna dimostra quanto possa costare lasciare che il proprio territorio divenga il campo di battaglia di una guerra tra lo sviluppo malinteso e le forze della natura». Un'alluvione straordinaria si è detto, un fenomeno imprevedibile. Prevedibilissimo, invece, vista la insensatezza delle scelte compiute da chi avrebbe dovuto prendersi cura dei territori. Michela Murgia entra nel cuore della sua terra mostrando cosa vuole la tradizione: «Non sono le pecore – scrive – l'eredità dei figli, ma i figli l'eredità delle pecore: questa è la regola da sempre e guai a chi si crede l'eccezione». Ribalta questa visuale nel racconto. E nel suo poemetto Fois scrive: «Da qui, da questo centro, ha origine/l'’infinito non finire/La bruttura sopra ogni bellezza,/lo svelamento senza mistero,/ la profanazione che, da sempre,/non prevede rispetto».
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