Loach ieri a Roma per il suo “Jimmy's Hall”
Ken Loach “il rosso” (nella foto) ieri a Roma per “Jimmy's Hall” (dal 18 dicembre in sala), spara su tutti: da Tony Blair a Papa Francesco. Del primo ministro inglese dice: «È un criminale di guerra...
Ken Loach “il rosso” (nella foto) ieri a Roma per “Jimmy's Hall” (dal 18 dicembre in sala), spara su tutti: da Tony Blair a Papa Francesco. Del primo ministro inglese dice: «È un criminale di guerra che dovrebbe essere processato all'Aia per il conflitto in Iraq», mentre del Pontefice sottolinea «dice cose incoraggianti, ma viene da una lunga carriera e deve spiegare che ruolo avuto con la dittatura argentina e i suoi rapporti con i movimenti progressisti». Questa volta Loach porta sullo schermo Jimmy Gralton (Barry Ward) che nel 1921 costruisce una sala da ballo (la Pearse-Connolly Hall), in un'Irlanda sull'orlo della Guerra civile. Un locale particolare, una sorta di centro sociale ante litteram, dove i giovani possono andare per imparare, discutere, sognare ma soprattutto per ballare e divertirsi. Un ritrovo di socialisti e liberi pensatori che non piace alla Chiesa e ai politici, che alla fine costringono Jimmy a fuggire in America e la sala da ballo a chiudere. Dieci anni dopo, nel pieno della Grande Depressione, Jimmy torna nella Contea di Leitrim per prendersi cura di sua madre, ma alla fine decide di riaprire la sala, costi quello che costi. «Tra la crisi di allora e quella di adesso c'è un grande parallelo - spiega Loach -. Ci furono allora attacchi diretti ai lavoratori come ci sono oggi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
