Serra (M5s): «Le mie spese sono pubbliche»
La senatrice smentisce le accuse di scarsa trasparenza lanciate dall’ex funzionaria Ornella Piredda
CAGLIARI. «I conti delle mie spese sono pubblici e risultano integralmente nel sito Tirendiconto.it. Chi sostiene il contrario se ne assumerà la responsabilità»: lo sostiene Manuela Serra, senatrice e portavoce del Movimento Cinque stelle replicando aspramente alle accuse di scarsa trasparenza lanciate il 28 novembre sulla Nuova Sardegna da Ornella Piredda, iscritta al movimento, l’ex funzionaria regionale che ha condotto con le sue denunce all’apertura dell’inchiesta con quasi cento indagati sull’uso improprio dei fondi destinati ai gruppi politici regionali. Scrive la senatrice Serra: «La signora Ornella Piredda non è autorizzata a parlare a nome e per conto del Movimento 5 Stelle e quanto affermato, peraltro, non corrisponde a verità». Prosegue la nota: «La senatrice Manuela Serra dall'inizio della legislatura rendiconta regolarmente le sue spese sul portale ufficiale del Movimento 5 Stelle, Tirendiconto.it, non sussiste, quindi, come arbitrariamente asserito dalla Piredda, alcun "problema di trasparenza" nella rendicontazione di Manuela Serra e le spese fatte non sono "da chiarire" bensì già chiare, dato che le spese della Serra, voce per voce, sono pubblicate periodicamente sul portale, come del resto quella di tutti gli altri colleghi». Una nota di solidarietà per la senatrice Serra è arrivata anche dal capogruppo del M5s in Senato, Alberto Airola: «Alla nostra Manuela Serra va tutta la nostra stima e fiducia – è scritto – conosciamo la sua onestà e trasparenza e la costanza e l'impegno con cui compie il suo lavoro al Senato. Nessuno può mettere in dubbio tutto questo. Dall'inizio della legislatura - continua Airola - Manuela Serra ha sempre rendicontato regolarmente le sue spese, voce per voce, come documentabile sul portale ufficiale del Movimento 5 Stelle www.tirendiconto.it. Non è perciò accettabile che persone in malafede infanghino la sua persona».
Ornella Piredda, in una dichiarazione alla Nuova Sardegna nel giorno in cui è stata espulsa dal M5s la parlamentare sarda Paola Pinna, aveva fatto riferimento al “recall” cui erano ricorsi quasi duecento iscritti per chiedere spiegazioni alla senatrice Serra sulle spese sostenute.
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