La Nuova Sardegna

Continuità 2 e 3, speranze per Meridiana

di Guido Piga
Continuità 2 e 3, speranze per Meridiana

L’assessore Deiana: la Regione investirà 65 milioni in tre anni. Pippobello: adottare il contratto Air Italy. Lavoratori divisi

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OLBIA. Qualcuno lo chiama MeriDeiana. Un giochino per dire che l’assessore regionale ai Trasporti è troppo vicino all’azienda di Olbia. Intento offensivo, pare. Ebbene, l’assessore - «tutta la Regione», precisa subito Massimo Deiana - a Meridiana (e ai lavoratori) un sostegno l’ha dato. E non se ne vergogna. Anzi, lo rivendica.

Ha messo in campo due strumenti politici - il rinnovo della continuità territoriale 2 per un anno da una parte, il lancio della continuità territoriale 3 con 65 milioni di aiuti in tre anni dall’altra - che potrebbero permettere a Meridiana di avere 8 aerei Md in Sardegna: 4 a Olbia e 4 a Cagliari.

Il condizionale è d’obbligo, ma questo è lo scenario possibile. Per restare ai numeri, sarebbero 2 aerei in più nel primo aeroporto e 4 in più nel secondo rispetto al piano di tagli previsto dalla compagnia dell’Aga Khan. Il che porterebbe ad avere in servizio 192 dipendenti tra piloti e assistenti di volo contro i 32 previsti (tutti a Olbia) con il programma di licenziamenti. Ogni Md ha quattro equipaggi e ogni equipaggio è composto da sei dipendenti.

Un numero, quello di 192, che potrebbe raddoppiare. Perché l’azienda - è questo uno dei punti da chiarire con assoluta precisione - potrebbe valutare l’applicazione dei contratti di solidarietà. Se così fosse, in servizio sarebbero in 384 tra piloti e assistenti di volo. Cento in meno dell’attuale organico. Più i dipendenti del terra salvati.

Un libro dei sogni? Un passo in avanti? Oppure una proposta ancora inaccettabile? Perché azienda e sindacati possano dare una risposta andranno soddisfatte alcune condizioni. Difficili da soddisfare.

Prima condizione: Meridiana deve valutare se è fattibile un altro piano industriale per il 2015, il cui budget è in discussione proprio in questi giorni. Ci lavora il nuovo ad, Creagh, ma ci vorranno almeno due settimane.

Seconda condizione: in questo contesto Meridiana deve prima di tutto accettare (o difendere) la continuità territoriale 2. Sei voli in tutto; due da Olbia per Bologna e Verona; quattro da Cagliari per Bologna, Torino, Napoli e Verona. La Regione, d’intesa con il Governo, l’ha prorogata di un anno nonostante i dubbi dell’Ue.

Terza condizione: Meridiana deve usare quegli 8 aerei anche su altre rotte, in Italia. Per questo l’azienda, rappresentata dal direttore generale Ivano Pippobello, ha chiesto ai sindacati la revisione della struttura organizzativa: contratto e flessibilità normativa. In una parola, l’adozione del contratto di Air Italy. L’unico modo, secondo la società di Olbia, per volare senza perdite.

Ma questo è il punto più delicato. Che ieri ha riservato una divisione non tra i sindacati, ma tra i lavoratori. Perché quelli del terra - riuniti nel comitato “maggioranza silenziosa” - hanno chiesto ai colleghi del volo di Meridiana di accettare proprio quel contratto. L’hanno fatto con una lettera, inviata al governatore Pigliaru e all’assessore Deiana.

«Il pre-requisito perché si possa mettere i sindacati in condizione di trattare le richieste dei settori terra, manutenzione e volo consiste nell'accettazione da parte delle associazioni professionali e dei sindacati della revisione del contratto Meridiana Fly di volo, in linea con quello della società Air Italy - c’è scritto -. Invitiamo i rappresentanti dei lavoratori ad accettarla per facilitare l'azienda nella costruzione di un piano operativo che preveda il mantenimento dell'attività in Meridiana, il successivo sviluppo e la futura unione dei due apparati produttivi di Meridiana e Air Italy».

Quarta condizione: i sindacati dicono no. «La procedura dei licenziamenti deve essere ritirata - attacca Sandro Spano (Apm, piloti) -. Perché è cambiato l’ad, perché c’è un’inchiesta giudiziaria, perché per rivedere il contratto ci vuole tempo, non un mese. Io, come pilota, non metterò la firma a un “decreto salva Sardegna” perché devo salvare anche i miei colleghi di Malpensa e Verona. L’azienda, e quelle Regioni, facciano un piano per tutti».

Accordo lontano, dunque. Solo la discussione al ministero (dal 9 dicembre) potrà cambiare la prospettiva. Forse.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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