La Nuova Sardegna

Il Comitato: subito i lavori Pronti a scendere in piazza

di Luca Rojch
Il Comitato: subito i lavori Pronti a scendere in piazza

La presidente Rita Padre: «Non ho nulla contro la gallina prataiola Ma non si può pensare di rinviare di altri quattro mesi l’avvio dei cantieri»

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SASSARI. Nessuna paura dell’anatema ambientalista che rischia di travolgerli. I rappresentanti del Comitato Sassari-Olbia si schierano in modo netto. E non lasciano grandi speranze ai fan della gallina prataiola. Sono pronti anche a scendere in piazza. «Io non ho dubbi – dice la presidente Rita Padre –. I lavori non devono essere fermati. Non voglio entrare nella questione specifica della gallina prataiola o di qualsiasi specie. Per me si deve pensare per prima cosa alle vite umane. Non faccio contrapposizioni. Ma per me i lavori non si devono fermare durante il periodo di riproduzione della gallina. Credo che anche un giorno in più di attesa per questa strada sia intollerabile».

Il comitato incontrerà nei prossimi giorni l’assessore regionale ai Lavori pubblici Paolo Maninchedda. «Abbiamo già fissato il faccia a faccia – continua Padre –. Vogliamo capire da lui come è la situazione». Il nodo rimane lo stop al lotto 2 imposto dal Savi, il servizio di valutazione degli impatti ambientali, che di fatto si è limitato ad applicare una legge. La norma impone la tutela delle specie in via di estinzione. Ma l’effetto è lo stop al cantiere del lotto 2 da marzo a luglio. Scelta condivisa dagli ambientalisti, ma osteggiata dai sindaci dei Comuni che si affacciano sulla 4 corsie e da una parte dell’opinione pubblica.

Il Comitato della Sassari-Olbia in questi anni ha lottato in prima linea perché ci fosse il via ai lavori. «Per quanto ci riguarda come organizzazione siamo molto preoccupati – dice un altro dei componenti del Comitato, Mirko Idili, che è anche segretario della Cisl Gallura –. Noi in questi anni abbiamo portato avanti tante battaglie per mettere in sicurezza la strada e unire Sassari a Olbia. Non vorremmo che lo stop ai lavori si traducesse in una occasione per dirottare le risorse economiche che si è riusciti a ottenere con le mobilitazioni di piazza. Spero ci sia da parte della Regione la capacità di dare risposte certe in tempi brevi. Il nord Sardegna non può aspettare più. La data di fine lavori slitta in avanti e non vorrei che i lotti rimasti in sospeso non partissero più. C’è poi l’aspetto dei costi dell’opera che potrebbero lievitare ulteriormente. Questa nostra posizione la faremo presente anche nell’incontro con l’assessore Maninchedda. Ma siamo pronti ad azioni forti. Siamo pronti a scendere in piazza». Idili mette in evidenza un altro aspetto. Quello occupazionale. «Non ci si deve dimenticare che l’investimento da quasi un miliardo di euro dà lavoro a centinaia di persone in una realtà come l’isola affamata dalla disoccupazione – conclude Idili –. E attendere ancora mi sembra anche poco corretto nei confronti di chi spera di trovare un lavoro attraverso l’avvio di questi cantieri».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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