La Nuova Sardegna

Ma Lupi gela: «Temo il rischio di chiusura»

Ma Lupi gela: «Temo il rischio di chiusura»

Piras (Sel): subalternità del governo all’azienda. Nizzi (Fi): sacrifici necessari, stiamo vicini a Karim

2 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. C’è un ministro (Lupi) che teme che Meridiana possa chiudere. C’è un deputato sardo (Piras, Sel) che accusa il governo di essere subalterno alla compagnia. E c’è un altro deputato gallurese (Nizzi, FI) che invece dice che la cosa più importante è salvare l’azienda, anche se saranno necessari i licenziamenti.

«C'è il rischio di trovarci non in una strada di ristrutturazione dell'azienda, ma di chiusura dell'azienda - attacca il ministr Lupi in commissione Trasporti alla Camera - rischio che oggi non c'è ma la mia paura è che ci possa essere. La risposta formale dell'azionista è che c'è ancora la volontà di investire in Meridiana. Prendiamo atto di questo e speriamo che scatti quella responsabilità che serve. Faccio appello all'impresa, ai nuovi amministratori e al sindacato affinché non portino la vertenza a un passo che poi rischia di essere irreversibile».

«Le scarne ed elusive considerazioni del ministro sul caso Meridiana sono sintomatiche della inadeguata attenzione del Governo sul caso e mostrano una totale subalternità alle decisioni dell’Azienda - attacca Piras -, come se essa non avesse in questi anni incamerato ingenti risorse pubbliche».

«Oggi la situazione di Meridiana è gravemente compromessa - denuncia Nizzi -. Dobbiamo fare di tutto per salvare l’azienda, perché se non lo facciamo non riusciremo a salvare neanche i dipendenti. A tutti piacerebbe poter salvare tutti, ma viste le condizioni bisogna ricercare un’intesa per salvare il massimo possibile. E va fatto prima della fine dell’anno. Perché altrimenti faremmo perdere gli ammortizzatori sociali pieni ai dipendenti licenziati e rischieremmo di far chiudere l’azienda. Olbia, la Gallura e la Sardegna non se lo possono permettere. Il “meglio tutti a casa che pochi salvi” è inaccettabile. Politicamente, economicamente, moralmente. I sindacati siano responsabili. Si dirà, perché devono pagare solo i lavoratori? Le colpe sono anche dei manager. Vero. Ma un sacrificio è necessario, consapevoli che tutti gli italiani hanno pagato la cassa ai dipendenti di Meridiana e continueranno a farlo con la mobilità. È un sacrificio che fanno tutti, un diritto che non hanno tutti i lavoratori. Dobbiamo fare di tutto per stare vicini al principe Aga Khan, cui dobbiamo tutto per l’economia forte che ha creato in Sardegna. Stargli vicino, non insultarlo e fare in modo che vada via. Solo se lui resterà, l’azienda vivrà e, speriamo, potrà tornare a crescere». (g.pi.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative