La Nuova Sardegna

Morgongiori, il sindaco nel mirino

di Elia Sanna
Morgongiori, il sindaco nel mirino

Uliveto distrutto e minacce di morte: Ibba chiede aiuto alle forze dell’ordine

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MORGONGIORI. Una lunga sequenza di attentati e minacce di morte. Il sindaco Renzo Ibba e la giunta comunale di Morgongiori sono nel mirino dei soliti ignoti. Una situazione ora denunciata all'opinione pubblica dal primo cittadino del centro della Marmilla.

In particolare Ibba ha rivolto un appello alle autorità affinché si attivino per riportare serenità e tranquillità in paese.

I primi episodi sono avvenuti nell'estate dello scorso anno, quando furono distrutti con il fuoco gli uliveti di Renzo Ibba e del vicesindaco Adriano Ardu. L'attentatore colpì ben due volte in poche ore devastando senza pietà le proprietà dei due amministratori comunali.

Quest’anno, alla fine di maggio, su un cartello all'ingresso della circonvallazione di Morgongiori sono apparse scritte minacciose contro lo stesso sindaco. Un velato avviso di morte stato replicato alcuni giorni dopo anche nei confronti del suo vice. Sul portone dell'abitazione di Adriano Ardu qualcuno ha sistemato una pallottola e tre spicchi d'aglio, accompagnati dalla minacciosa fase: «Non è per te ma per chi comanda il paese». Il destinatario era quindi sempre il sindaco Renzo Ibba. Due giorni dopo vicino al cimitero, tra i tanti necrologi affissi, è comparsa l'ennesima intimidazione. Poche righe con le solite minacce di morte rivolte al sindaco, all'intera giunta e al capogruppo di maggioranza. Una replica è stata aggiunta in settembre anche lungo la strada che porta a Is Benas. Da allora a Morgongiori si vive in un clima pesante e sono in molti ad avere paura.

«Noi non ci fermiamo davanti a queste minacce, continueremo ad amministrare per il bene del nostro paese – ha denunciato Renzo Ibba –. Siamo esasperati per questa situazione anche perché sino a oggi non si è venuti a capo di niente. Questi episodi sono iniziati dall'anno scorso e sono proseguiti anche di recente, non solo nei miei confronti, ma anche di tutta la giunta e della maggioranza. Ho deciso solo oggi di uscire allo scoperto perché su quanto è accaduto ci sono indagini in corso da parte della magistratura. E poi la situazione stava diventando insostenibile. Rivolgiamo un nuovo appello alle istituzioni, alle forze dell'ordine, affinché possano fare luce su questa vicenda e mettano la parola fine a questi gravi episodi».

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