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Casa, sul mercato le abitazioni invendute

Casa, sul mercato le abitazioni invendute

Progetto del ministero per l’edilizia. Appalti: norme per agevolare chi usa prodotti sardi

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CAGLIARI. Con gli industriali sardi, il viceministro alle Infrastrutture, Riccardo Nencini, ha discusso di edilizia e del nuovo Codice degli appalti (la legge delega arriverà in Senato la prossima settimana). La Confindustria sarda sposa e fa sua una questione sostenuta da tempo dall’organizzazione nazionale: la necessità di introdurre un meccanismo premiale per le imprese che usano prodotti italiani.

Nencini spiega: «Non c’è nulla di straordinario in questa richiesta. E’ una norma a cui fanno ampio ricorso gli americani e quindi parliamo di una società molto liberale. Gli imprenditori sardi mi chiedono di trovare una forma di merito anche per le imprese sarde. Mi impegno a studiare il problema perché il meccanismo è complicato visto che la Sardegna... fa parte dell’Italia. Però dobbiamo cercare una norma che sia vantaggiosa».

Il confronto si è poi spostato sull’edilizia (sempre più in crisi) e sul piano casa su cui Nencini ha idee innovative. «Stiamo lavorando al ministero con Ance (i costruttori della Confindustria), con la Cassa depositi e prestiti e Abi per rimettere sul mercato, soprattutto nelle città, fra i 15 e i 20mila alloggi invenduti». Si tratta di quel patrimonio acquisito dalle banche e rimasto tra le partite incagliate.

«Questo servirà ad abbattere la pressione abitativa ed a rimettere in circolo attività economiche legate alla casa», sostiene il viceministro, «la norma dovrebbe vedere la luce fra gennaio e febbraio e servirà a rilevare l'invenduto e metterlo sul mercato attraverso tre linee di azione: affitto agevolato a prezzo che determiniamo noi, affitto con capacità di vendita (cosiddetto rent to buy) e vendita a prezzo calmierato».

L’esponente del governo Renzi ha affrontato la questione degli appalti: «Anche se ci fosse stata la nuova legge, il nuovo Codice degli appalti, i casi di malaffare di Milano, Venezia e ora Roma, non sarebbero stati evitati». Expo di Milano, il Mose di Venezia dimostrano - a giudizio di Riccardo Nencini - «che non c’è alcuna legge che possa porre un freno quando, come nel caso del Mose, controllore e controllato stavano insieme». La legge ha però uno scopo importante: «Migliorare i controlli», spiega Nencini che non trascura uno degli aspetti più controversi degli appalti: le varianti.

«Nel sistema europeo le deroghe non sono previste se non in caso di calamità naturale». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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