La Nuova Sardegna

Il governo: via ai treni veloci nell’isola

di Alfredo Franchini
Il governo: via ai treni veloci nell’isola

Il viceministro Nencini assicura alla giunta: a gennaio collaudo della Sassari-Cagliari. La Motorizzazione diventa regionale?

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CAGLIARI. Il treno dei desideri che avvicinerà Cagliari e Sassari sarà collaudato entro il 15 di gennaio. Lo ha assicurato il viceministro alle Infrastrutture, Riccardo Nencini, che ieri era in visita «operativa» alla Regione e alla Confindustria. Con il presidente della giunta Pigliaru e con gli assessori Massimo Deiana (Trasporti) e Maria Grazia Piras (Industria), l’esponente del governo Renzi ha discusso il futuro dei trasporti che è come dire il futuro dell’isola. Con gli industriali, il tema principale è stato quello degli appalti.

Impegno. «Non amo fare annunci e se prendo un impegno lo rispetto. Vi dico che sul collaudo del treno veloce Cagliari-Sassari controllerò che i tempi non slittino più». Una precisazione dovuta anche perché, nell’incontro alla Regione, l’assessore Deiana aveva giudicato «impensabile che per collaudare un treno possano passare due anni». Gli otto pendolini, infatti, sono stati acquistati (per 80 milioni di euro) da una società spagnola e sono arrivati da più di un anno. A quel punto, dalla sede della Regione, Nencini ha chiamato i vertici delle Ferrovie e ha concordato la data di gennaio.

Tempi. Quando durerà il collaudo? La burocrazia italiana è implacabile e le prove richieste sono ben trentadue tra test di dinamica e test di velocità. Presumibilmente dall’inizio della prova passeranno ancora uno o due mesi e poi finalmente il treno potrà diventare operativo. Il tempo di percorrenza Cagliari-Sassari sarà di due ore e un quarto; il tipo di treno prescelto offre le migliori performances quando può «pendolare» arrivando a una velocità di 180 chilometri l’ora. In realtà, la rete ferroviaria sarda non è in grado di supportare questo tipo di mezzo e allora - ha spiegato Massimo Deiana - si renderà necessario un adeguamento non del tracciato ma della tecnologia. La Regione sta investendo 19 milioni di euro e per questo ha chiesto a Rete Ferroviaria italiana di fare altrettanto.

Collaudo. «La scommessa è che si deve partire subito», dice l’assessore ai Trasporti e Nencini conferma: «Abbiamo sbloccato il conto alla rovescia. La settimana prossima avrò un incontro con la Regione e Rfi per definire i prossimi passi».

Motorizzazione. Il viceministro ha affrontato con la giunta anche le questioni del trasporto pubblico locale e ha preso l’impegno di verificare la richiesta fatta dalla Regione di rendere regionale il servizio della Motorizzazione civile ricorrendo alla specialità dell’isola. «La legge dovrà garantire a regioni come la Sardegna che hanno aree a forte densità ma anche territori con pochi abitanti di fare in modo che i cittadini siano serviti bene».

Tirrenia. Collegamenti marittimi e tariffe sono stati gli altri punti affrontati nel confronto col viceministro ai Trasporti. «La Sardegna è l’unica vera isola d’Italia», dice Nencini, «se Grillo arriva a nuoto in Sicilia, si dimostra che è così». E allora il governo vigilerà sulla Tirrenia: «Se l'ipotesi di monopolio sui mari dovesse avverarsi saremo lì a vigilare sul servizio e sulle tariffe anche perché il governo ci mette dei soldi pubblici».

Autorità portuali. L’accorpamento delle Autorità portuali di Cagliari e Olbia era previsto ed è solo slittato. A quando? Nencini spiega che non è un problema di numero delle Autorità portuali: «Bisogna avere una strategia complessiva, capire chi fa e che cosa deve fare. Per questo sono essenziali gli investimenti per la portualità».

Piano e strategia. «Stiamo costruendo il Piano portuale che dovrebbe vedere la luce entro i primi tre mesi del 2015. L'85 per cento delle merci che entrano in Italia arrivano attraverso i porti ma non abbiamo ancora un coordinamento nazionale che sia in grado di definire le specialità».

Investimenti. Sugli investimenti, il viceministro fornisce due cifre che dicono tutto: il Mose a Venezia è costato 5,4 miliardi di euro quando per ventiquattro porti italiani sono stati finanziati in dieci anni 5,1 miliardi di euro. «Meno del Mose da solo e allora il conto non torna».

Sindacato. La Cisl critica la visita del ministro a Cagliari: «E’ un’altra passerella del governo con annunci che sanno di stantio», dice Valerio Zoccheddu, segretario regionale dei trasporti Cisl, «ci saremmo aspettati la notizia di nuovi investimenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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