Vecchie vigne e mandorle vegane
A Quartu Salvatore Puddu recupera gli antichi vitigni dimenticati
QUARTU SANT’ELENA. Salvatore Puddu ha 31 anni, lavoratore-studente in Ingegneria agraria (più lavoratore che studente, ma alla laurea manca poco , precisa) con la sorella Anna, 30 anni , laurea in Scienze zootecniche, manda avanti un’azienda modello nelle campagne di Quartu Sant’Elena.
Responsabile regionale dei giovani di Coldiretti, parla della sua azienda come di una “scuola di vita agraria”. «Non mi piace “fattoria didattica – puntualizza – , c’è di più. Si sono persi la conoscenza e il rispetto per la campagna. Una volta, Quartu era un mondo agricolo, campi di cereali, distese di vigneti. Ogni casa aveva il ramo di palma sul portone e vi si vendeva il vino. Poi le campagne si sono spopolate e chi è rimasto a fare il contadino ha conosciuto grandi difficoltà. Ora, la situazione sembra invertita, La campagna produce di nuovo ricchezza e il posto fisso, da dipendente, vive una crisi tremenda. Riscontriamo un’attenzione altissima per il nostro lavoro. Riceviamo tantissime richieste da ragazzi che arrivano da mondi diversi». La parola d’ordine della giovane agricoltura è quella dei tempi dell’hi-tech: innovazione. «I giovani -– prosegue Puddu – hanno idee da sviluppare , vogliono coltivare il prodotto ma anche trasformarlo , modificarlo. C’è chi fa acquacoltura per particolari tipi di alghe, chi, in Trentino, raccoglie “il pianto della vite”, il liquido che cola dalla vite quando si pota il tralcio, per metterlo in boccette a uso cosmetico. La mia azienda, 30 ettari, quattro dipendenti, una media impresa secondo i nostri criteri, una micro impresa per i parametri europei, produce uva da tavola, ortaggi, vino, olio. Abbiamo già immesso nel mercato due etichette, quest’anno ne aggiungeremo altre tre. Siamo stati tra i primi nell’isola a usare il sistema “bag in box” per il vino, contenitori completamente riciclabili che proteggono dalla luce e dall’aria e che utilizziamo anche per l’olio. Siamo stati anche i primi accreditati a Cagliari nel circuito Campagna amica. Il nostro codice è 0001».
Se innovare è d’obbligo, diversificare non lo è da meno: «Bisogna distinguersi, imporre nuove idee. Noi cerchiamo di recuperare vecchie qualità di vitigni dimenticati, come lo zibibbo, la corniola, il moscatello. Riforniamo per il 90% un mercato diretto e i grossisti su ordinazione. Guardiamo alle diverse abitudini alimentari con attenzione. I vegani ci chiedono fibre e noi forniamo ai loro ristoranti, mandorle, semi di girasole, prodotti di qualità. Quella del contadino è una vita piena di sacrifici, ma anche di soddisfazioni. È bellissimo raccontare i propri prodotti ai clienti, spiegare come li coltiviamo. In campagna c’è molto lavoro da fare e molta fatica. La terra rovina le mani, ma a me le mani rovinate piacciono», dice con orgoglio contadino Salvatore Puddu.(f.t.)
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