La Nuova Sardegna

il paese in lutto

La passione si tinge di sangue e le 15 squadre ripongono i fucili

di Giuseppe Mattioli
La passione si tinge di sangue e le 15 squadre ripongono i fucili

MONTI. La tragica morte di Peppino Nieddu ha sconvolto la comunità montina. La notizia, giunta attorno a mezzogiorno in paese, quando molti avventori ancora sorseggiavano l'aperitivo al bar, ha fatto...

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MONTI. La tragica morte di Peppino Nieddu ha sconvolto la comunità montina. La notizia, giunta attorno a mezzogiorno in paese, quando molti avventori ancora sorseggiavano l'aperitivo al bar, ha fatto il giro in un batter d'occhio. Una folla di amici si è riunita ancora incredula e le compagnie di caccia del paese, per solidarietà, hanno interrotto le battute.

Peppino era sposato con Maria, di origine campana. Hanno avuto due figli: Salvatore, perito elettronico ed elettrotecnico, lavora a Valledoria, ma è legato alla sua comunità, tanto che fa parte della giunta guidata dal sindaco Mutzu, in qualità di assessore ai Lavori pubblici; e Sabrina, sposata, che vive a Berchidda dove gestisce un negozio di caccia e pesca. Nieddu viene ricordato come un uomo buono, gentile, affabile, amico di tutti. Era in pensione da qualche anno, dopo aver lavorato a lungo come tecnico nella Cantina del Vermentino, distinguendosi per serietà e abnegazione.

Conosciutissimo, era amante della caccia, una passione che coltivava da anni, come d'altronde centinaia di compaesani, distribuiti in una quindicina di squadre.

Per la giornata di ieri la sua compagnia era stata invitata da alcuni amici, per una battuta nelle campagne di Alà dei Sardi, paese nel quale Peppino aveva tra l’altro dei parenti. Aveva salutato la moglie Maria, cui era legatissimo, con un semplice «Ci vediamo questa sera», come aveva fatto tante altre volte, quindi era partito di buon mattino, con il solito entusiasmo, diretto verso le campagne situate su quell'altopiano, nella zona di Sos Sonorcolos, ricco di cinghiali nel quale era stata programmata la battuta. Nessuno avrebbe potuto immaginare a quale tragico destino stava andando incontro.

È la prima volta che un cacciatore montino perde la vita in una battuta. Si ricordano altri incidenti minori, con dei ferimenti. Ieri invece è accaduta una di quelle sciagure che lasciano sgomenti e in grado di segnare profondamente una comunità. «Non si può morire così» il commento di parenti e amici, distrutti dal dolore.

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