La Nuova Sardegna

Meridiana, polemica sui voli per la Difesa Sindacati spaccati

di Guido Piga
Meridiana, polemica sui voli per la Difesa Sindacati spaccati

Riesplode in parlamento il caso delle missioni di pace Battaglia tra la Cgil e le rappresentanze aziendali

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OLBIA. Non c’è pace per Meridiana, e in Meridiana. Come se non bastassero la crisi finanziaria della società vicina alla chiusura, l’avvio dei licenziamenti, le inchieste per truffa e per gli attentati, scoppiano anche le polemiche politiche e sindacali.

I grillini - con in testa il deputato Di Battista - attaccano il Governo perché ha dato in appalto alla compagnia aerea dell’Aga Khan, dietro regolare gara, il trasporto delle truppe militari all’estero (14 milioni nel 2014) e chiede che questo non avvenga più.

La Filt-Cgil (trasporti) - uno dei maggiori sindacati dentro Meridiana - è ancora alla prese con una lotta interna: le rsa pubblicano un comunicato e - come alcuni giorni fa - la segreteria provinciale lo smentisce e annuncia che a breve sarà fatta chiarezza una volta per tutte.

Le polemiche politiche, per cominciare. Un anno fa, quando Meridiana era già in grossa difficoltà, i deputati grillini (primo firmatario Di Battista) hanno incalzato il Governo. Tema: gli appalti a società private per il trasporto delle truppe all’estero, 40 milioni per 5600 militari impegnati in 33 missioni. Uno spreco, per i grillini, visto che, secondo loro, l’aeronautica militare avrebbe i mezzi per fare tutto da sola. Tra le compagnie chiamate in causa dai grillini, Meridiana. «Il ministro intende, per la spending rewiew, valutare soluzioni alternative agli appalti che comportino una minore spesa per la Difesa?» chiesero Di Battista e compagni.

Il ministro Pinotti ha risposto qualche settimana fa. Ha spiegato che i mezzi dell’aeronautica non riescono a far fronte da soli agli spostamenti dei militari e delle merci e che l’Italia, come tutti gli altri paesi europei, è stata «costretta a fare ricorso agli appalti, con bandi di gara». Uno di questi è stato vinto da Meridiana (battuta Linvingston) per tutto il 2014 per un importo di 14 milioni, «con soldi corrisposti in base soltanto alle prestazioni effettuate». Tutto regolare, insomma.

Ci sono poi le tensioni sindacali. Sabato scorso, in tarda serata, nelle redazioni è arrivata una mail firmata Rsa Cgil, Cisl, Ugl, Apm e Usb (senza nomi né recapiti telefonici). Conteneva un comunicato durissimo. Fissati i tre punti comuni a tutti (blocco delle esternalizzazioni di Meridiana, lista unica e unificazione di Meridiana e Air Italy, richiesta della cassa integrazione), le rsa attaccano la società e la Regione. «Meridiana ha detto di no alla cassa integrazione per altri due anni; la sua dirigenza è tanto incapace quanto arrogante»; soprattutto il «cambio di manager (via Scaramella, ecco Creagh, ndr) e l’inchiesta della Procura avrebbero dovuto imporre la sospensione dei licenziamenti, se non il ritiro». Ma c’è un attacco diretto alla Regione, che ha messo strumenti in campo - Ct2 e Ct3 - che potrebbero permettere a Meridiana di avere non più due ma otto aerei in Sardegna. «Politica sempre attenta a non dispiacere l’azienda, sempre solerte a fare eco a valutazioni sull’ineluttabilità degli esuberi strutturali» è scritto nel documento delle rsa. Che impongono l’alt a tutti: nessun accordo con Meridiana per i «licenziamenti illegittimi»,

Ieri è arrivata la smentita della Filt-Cgil. «Bene i tre punti - scrive il segretario Franco Monaco -, non condividiamo la posizione contro la Regione, la cui proposta permetterebbe la salvezza di centinaia di posti di lavoro. Sarebbe ingrato non riconoscere all’impegno del governatore Pigliaru e dell’assessore Deiana l’unica risposta, certo non esaustiva, alla crisi di Meridiana . Vorremmo poter avere anche dalle altre Regioni (Lombardia e Veneto) analogo impegno».

Ma la Filt-Cgil contesta anche un altro punto delle rsa: «Non condividiamo chi definisce a priori illegittimi i licenziamenti. Sappiamo dell’inchiesta, ma non possiamo rinunciare al ruolo di confronto dei sindacati per delegare agli avvocati la difesa dei lavoratori. Non è nel Dna della Cgil. Noi ci confronteremo per difendere fino all’ultimo posto di lavoro, anche perché le risposte della magistratura arriverebbero fuori tempo massimo per i lavoratori, e i cui esiti sono difficilmente valutabili sulla sopravvivenza della società».

In chiusura, Monaco annuncia che la Cgil, confederale e Filt, si riunirà subito, prima di andare alla discussione al ministero sui licenziamenti, e «saranno assunti posizioni e comportamenti univoci».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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