La Nuova Sardegna

Tutta colpa di Sebastiano litigio Murgia-Barracciu

di Luca Rojch
Tutta colpa di Sebastiano litigio Murgia-Barracciu

Scambio al veleno su Facebook tra la scrittrice e il sottosegretario alla Cultura Prima il post al vetriolo di Kelledda, poi l’esponente Pd risponde durissima

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SASSARI. Maledetto Sebastiano. O Salvatore. Nella testa del sottosegretario alla Cultura Francesca Barracciu in queste ore il pensiero sarà scomparso e riapparso decine di volte. Come uno spot diabolico, un tormentone dell’anima. Perché la polemica sul piccolo incidente cultural-diplomatico non finisce più. Sedata l’onda mediatica di giornali e tv, non si ferma quella sui social network. Un nido di corvi, gogne cibernetiche in cui non c'è pietà, né filtro. Lo scontro è sullo scivolone del sottosegretario alla Cultura del governo Renzi nel convegno di Nuoro che celebrava il centenario della morte del vate di Sardegna. La Barracciu nel suo intervento ha confuso Sebastiano Satta, con Salvatore Satta. Nomi e opere dei due letterati nuoresi miscelati in una sfortunata performance. Dopo una mezza giornata di tempesta, con il popolo dei social che aveva decretato già la condanna per il sottosegretario, è uscito allo scoperto l'addetto stampa della Barracciu. Ha detto: «È colpa mia, ho preparato io gli appunti per l'intervento e ho sbagliato». La precisazione è stata più o meno come una energica secchiata di benzina sul fuoco dei post di Facebook. Per la rete la giustificazione è peggio dell’errore. E per la Barracciu il giorno del giudizio non finisce più. Il sottosegretario con un coraggio che sarebbe piaciuto a Sebastiano Satta affronta i suoi rivali cibernetici che incappucciati, foschi e a passo lento la aspettano sulla strada telematica. Lei ribatte a qualche post, spiega genesi e cause dell’inciampo.

Poi arriva il commento durissimo della scrittrice Michela Murgia, forse in difesa dell’onore dei colleghi di penna. Poche righe al veleno in cui la Murgia non cita mai la Barracciu. «La commiserazione è un sentimento nobile che esiste per ricordarci che tutti possiamo dire una cosa miserabile ogni tanto». Poi accusa di il sottosegretario di miserie per avere dato la colpa a un'altra persona.

La risposta del sottosegretario non si fa attendere. La Barracciu sceglie sempre il ring di Facebook. E i suoi toni hanno la stessa durezza. Anche lei non cita mai la Murgia, ma la accusa in modo ripetuto di miserie. «Mi hanno segnalato un post al vetriolo – inizia –. Penso che … colei che, persa miseramente la competizione elettorale, emerge … solo per scaricare la propria ricca rabbia contro chi ha contribuito a far conoscere la sua consistenza politica, la sua misera conoscenza dei problemi della Sardegna, il suo livello stellare di demagogia ovvero contro chi ha contribuito a farla perdere…». Il post continua con toni sempre più duri.

Colpi di mannaia tra le due dame della politica sarda che si sarebbero dovute contendere la poltrona di governatore alle ultime elezioni. Alla fine il Pd ha rovesciato il risultato delle primarie e ha puntato su Pigliaru. La coalizione della Murgia è andata bene, ma gli sbarramenti imposti dalla legge l’hanno confinata fuori dall’aula. Così Michela e Francesca hanno continuato a correre in universi paralleli che non si sono mai incrociati. Fino a oggi.

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