Antinucleare, protesta a Cagliari
Il Comitato in piazza a pochi giorni dalla scelta sul deposito nazionale delle scorie
CAGLIARI. Del Governo non si fidano, dell’Ispra, che ha deciso i criteri, e della Sogin, sarà l’ultima società pubblica a scegliere il sito, ancora meno. Sono questi i nemici dichiarati delle comitato antiscorie nucleari che questa mattina manifesterà in viale Trento, davanti al palazzo della Regione, per dire no «a una possibile scelta della Sardegna come deposito unico nazionale». Nei giorni scorsi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Graziano Delrio, a una precisa domanda se «l’isola potesse essere la regione prescelta», non ha risposto e questo silenzio è bastato al Comitato per scendere di nuovo in piazza soprattutto perché la decisione finale della Sogin è attesa per il 15 dicembre. Dalla giunta Pigliaru il Comitato si aspetta una netta presa di posizione: «Deve essere ribadito il no secco di sardi al deposito», hanno scritto in un comunicato, ricordando anche l’esito plebiscitario del referendum di tre anni fa, quando la vittoria del no al nucleare sfiorò il cento per cento dei voti. A ridosso del verdetto su dove sarà aperto il sito, le associazioni sono convinte che un documento politico, forte e unitario, è indispensabile per evitare il rischio. «Ogni ipotesi – dicono quelli del Comitato – va spazzata via in questo momento, per evitare che in futuro ci sia una vera e propria rivolta popolare in tutta la Sardegna». Sempre oggi comincerà a muoversi anche la macchina organizzativa della grande manifestazione antimilitarista in programma sabato prossimo a Cagliari. Oggi i dettagli del corteo saranno presentati dagli organizzatori, che annunciano: «Questa volta consegneremo nelle mani del presidente della Regione un ultimatum del popolo sardo contro lo strapotere delle basi militari in Sardegna».
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