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Carloforte, aumentano le quote: si potranno pescare più tonni

di Simone Repetto
Carloforte, aumentano le quote: si potranno pescare più tonni

CARLOFORTE. Il prossimo anno, si potrà pescare più tonno. Per l'Italia, circa 400 tonnellate in più rispetto alla passata stagione. Ed anche le tonnare del Sulcis sperano in aumento della quota a...

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CARLOFORTE. Il prossimo anno, si potrà pescare più tonno. Per l'Italia, circa 400 tonnellate in più rispetto alla passata stagione. Ed anche le tonnare del Sulcis sperano in aumento della quota a loro destinata.

È il risultato della complessa trattativa tra i vari Stati membri dell'Iccat, la Commissione internazionale per la conservazione del tonno atlantico, durante l'annuale conferenza tenutasi a Genova il mese scorso.

Nel dettaglio, è stato deliberato un aumento del 20 per cento delle quote di pesca al tonno rosso nel 2015, potendo complessivamente superare il 70 per cento nel 2017, salvo revisioni annuali del comitato scientifico Iccat.

L'aumento del Tac (totale ammissibile di cattura) del tonno rosso, oltre che dagli operatori, era stato chiesto dall'Ue, visti gli esiti positivi del piano pluriennale di ricostituzione degli stock ittici di Thunnus thynnus, in costante aumento. Soprattutto degli esemplari “riproduttori”, secondo recenti studi sul campo.

Così esperti e rappresentanti governativi di tutto il mondo convenuti nel capoluogo ligure hanno avallato le risultanze scientifiche date dall'osservazione dei branchi di tonno atlantici e mediterranei, la cui cattura potrà superare le 23 mila tonnellate nel 2017.

Ora, dovrà essere Bruxelles a ripartire la quota comunitaria per i singoli Stati. Quest'anno, l'Italia ha potuto “lavorare” 1.950 tonnellate, 165 delle quali destinate alle tre tonnare fisse del Sulcis. Nel 2015, la quota nazionale supererà le 2.300 tonnellate, che andranno a loro volta ripartite dal Governo tra i vari sistemi di pesca. Con una nuova partita da giocare, viste le nuove richieste di assegnazioni di quote, fatte da Liguria e Sicilia per riattivare alcune tonnare, tra cui Favignana.

Ma anche gli imprenditori delle tonnare di Isola Piana, Portoscuso e Porto Paglia (le uniche, a oggi, a poter catturare in Italia) hanno chiesto di pescare almeno 250 tonnellate, ritenendo quanto finora assegnato insufficiente a ripristinare l'ancestrale rito della mattanza. Così, negli ultimi anni, è stato più conveniente trasferire vivi i tonni dalla camera della morte ai gabbioni galleggianti, destinati agli allevamenti maltesi.

Per raggiungere un margine d'impresa sufficiente, quest'anno Consociazione Tonnare Sarde e Tonnare Sulcitane hanno acquistato ulteriori 60 tonnellate da altri sistemi di pesca (palangaro). Un mercato collaterale che potrebbe essere disincentivato dal Governo verificando chi pesca effettivamente e chi no, anche considerando il criterio che indica in 100 tonnellate la quota di sopravvivenza di una tonnara.

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