Dall’Isola dei cassintegrati alla chiusura
Nel 2010 i lavoratori avevano occupato l’Asinara per far accendere i riflettori sulla protesta
PORTO TORRES. Le facce fiere di chi ha combattuto una battaglia con troppi nemici, alcuni subito individuati, altri rimasti nell’ombra.
Michele Cossu ha lasciato il commento nel suo profilo Facebook: «Ci sarebbe tanto da scrivere, ma mi limito a ringraziare chi ha diviso i lavoratori, chi ha fatto solo proclami e poi non ha mosso un dito, e chi è talmente subdolo da fare il c...o che vuole a discapito degli altri. Un grazie di cuore, invece, a chi ci ha sostenuto, supportato e sopportato...».
Anche Tino Tellini, che è stato tra i curatori del diario quotidiano dall’Isola dei Cassintegrati (pubblicato sulla Nuova Sardegna) e che sulla vertenza ci ha pure scritto un libro, ha firmato un commento di poche righe dal quale traspare tutta l’amarezza per una fine annunciata.
«Dal 7 dicembre tutti i dipendenti Vinyls sono licenziati e messi in mobilità, vanno a fare compagnia a milioni di persone di cui non si è mai parlato. Infatti, la lotta della Vinyls - meglio nota come l’Isola dei cassintegrati - è stata per parecchi mesi una delle vertenze più conosciute al mondo. Le immagini hanno fatto il giro del pianeta, eppure non è bastato, tutto è finito nell’indifferenza generale, a parte l’attenzione di quei pochi che ancora oggi riconoscono il coraggio e l’intraprendenza di quel manipolo di lavoratori. Io, come penso i miei compagni, rifarei tutto da capo, nonostante le delusioni e le tante amarezze personali. Perché è vero: chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso».
La citazione di Che Guevara era stata fatta propria dai lavoratori, era diventata il motto della complessa vertenza che è stata talmente varia - e anche qualificata - da non risparmiarsi niente.
Il giorno dopo l’occupazione del’Asinara - il 25 febbraio 2010 - due ragazzi di 25 anni, Michele Azzu (figlio di un operaio Vinyls e laureato in comunicazione, a quel tempo musicista a Londra) e Marco Nurra (allora praticante al quotidiano El Mundo e informatico al Grande Fratello spagnolo, a Madrid) hanno deciso di aprire il gruppo Facebook «L’isola dei cassintegrati». Col preciso scopo di dare forma a quel reality atipico, e di far arrivare la notizia alla ribalta dei media nazionali. Migliaia di iscrizioni per quello che è stato definito «l’unico reality reale».
Oltre ai due libri (uno scritto da Silvia Sanna e l’altro da Tino Tellini) dalla vertenza è nato anche il film «Pugni chiusi», della regista Fiorella Infascelli. Il documentario realizzato con il sostegno dell’assessorato alla Cultura della Regione e della Società Umanitaria - Cineteca Sarda, è stato selezionato per il Festival del cinema di Venezia 2011.
Ed è incredibile come, di fronte a una mobilitazione così forte e diffusa, la vertenza si sia chiusa con una sconfitta senza appello. E con la beffa di un impianto che rappresenta una bomba innescata, con le bonifiche ancora da fare. Ma prima era importante cacciare i lavoratori, per fargli il regalo di Natale. Per il resto si vedrà. (g.b.)
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