Tumore del pancreas, nuove speranze
I pazienti sardi coinvolti nella sperimentazione internazionale di una tecnica rivoluzionaria
CAGLIARI. Un ponte tra la Sardegna e la cittadella del pancreas. Anche i pazienti sardi saranno coinvolti in una sperimentazione internazionale per la cura di tumori considerati fino a oggi inoperabili. Una tecnica rivoluzionaria che si affida alla termoablazione: la distruzione delle cellule a un’alta temperatura. A riaccendere le speranze per decine di pazienti il cui futuro sembra segnato è l’équipe dello scienziato Paolo Pederzoli, che ha creato il più grande gruppo italiano per la chirurgia del pancreas prima a Verona, poi a Peschiera del Garda, e ha fondato la più importante scuola italiana. A questa sperimentazione guardano con interesse molti paesi stranieri, tra cui Stati Uniti, Olanda, Grecia, Corea e Singapore. Peschiera è diventata un centro di riferimento a livello mondiale, una scuola per la radiofrequenza pancreatica. L’équipe di Pederzoli ha trattato oltre 200 casi, è l’unica sperimentazione a livello mondiale.
Con questa tecnica è stato possibile migliorare sensibilmente i tempi di sopravvivenza dei paziente, aprendo nuove possibilità per la cura di questi tumori che in Sardegna ogni anno colpiscono 350 pazienti. I risultati di questa sperimentazione internazionale saranno presentati sabato a Cagliari, in un incontro promosso dal presidente dell'Ordine dei medici, Raimondo Ibba.
«La nostra esperienza, iniziata nel 2007, rappresenta la più ampia casistica mondiale – spiega Roberto Girelli, responsabile dell'unità di chirurgia pancreatica –. La pubblicazione dei risultati della ricerca sui primi 50 casi, sulla prestigiosa rivista British of surgery, ha permesso di confermare, davanti alla comunità internazionale, la valenza scientifica della nostra sperimentazione». Paolo Pederzoli, scienziato, luminare nella cura del pancreas, direttore del centro di Peschiera. È anche l'inventore di una terapia rivoluzionaria che ha consentito di ridurre in maniera sensibile la mortalità nelle pancreatiti acute e necrotiche con un sofisticato sistema di “drenaggio-lavaggio addominale”. Una tecnica salvavita.
«La Sardegna – dice Pederzoli – potrà essere inserita nella sperimentazione della radiofrequenza, sulla quale c’è un grande interesse del mondo scientifico internazionale. La nostra struttura è pronta ad accogliere i pazienti dell’isola candidabili alla ricerca, ma anche a seguire e trattare tutti i malati affetti da patologie del pancreas di qualsiasi natura. Il nostro biglietto da visita è costituito dalla facilità di accesso al nostro centro. I medici della nostra unità offrono anche un servizio gratuito di consulenza via mail con il quale possono valutare il caso clinico e indirizzare il paziente verso un corretto percorso. Un servizio che potrà essere utile per i sardi».
La tecnica della termoablazione nei tumori del pancreas potrebbe aprire nuovi scenari per combattere questa malattia dagli esiti troppo spesso infausti? «È una battaglia che abbiamo cominciato. Interveniamo nelle forme non operabili, ma in assenza di metastasi, e i primi risultati sono incoraggianti, con un miglioramento significativo dei tempi di sopravvivenza. In alcuni casi questa tecnica, associata alla chemio e radioterapia, consente di ridurre la massa tumorale e di operare pazienti considerati inoperabili, influendo positivamente sulla prognosi». È una sperimentazione ancora nella fase iniziale. «Si sono aperte prospettive affascinanti. Si è osservato che la termoablazione, attraverso l'aumento della temperatura fino a 90 gradi, oltre a distruggere parte della massa tumorale, innesca meccanismi immunitari. L’organismo produrrebbe anticorpi contro il suo tumore, che attaccano le cellule cancerogene. Se non riusciamo a eliminare il tumore, dobbiamo cercare di cronicizzare la malattia, di bloccarla. Questo né il principale obiettivo. Ma tutto è ancora in una fase sperimentale».
Qual è il sogno dello scienziato Pederzoli? «Più che di sogno parlerei di sogni. Il primo è quello di migliorare la prognosi del tumore pancreatico, recuperando un maggior numero di pazienti alla chirurgia, che è il trattamento più efficace, attraverso i risultati promettenti dei nuovi schemi di chemioterapia, in grado di ridurre il volume del tumore non operabile, rendendolo resecatile. Il secondo sogno è riuscire a individuare e riconoscere le alterazioni del genoma, specifiche nel carcinoma del pancreas e anche dei tumori più rari che permettono scelte terapeutiche più mirate e strategie personalizzate». La sperimentazione del centro di eccellenza di Peschiera del Garda è condotta in collaborazione con l'istituto del pancreas dell'università di Verona. All'incontro di Cagliari, con Paolo Pederzoli parteciperà anche Roberto Girelli, responsabile clinico della ricerca internazionale. In Sardegna nessun centro è stato costituito per affrontare la drammaticità dei tumori del pancreas, nonostante l'alta incidenza, legata anche al triste record dei casi di diabete di tipo uno. (l.roj)
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