Meridiana, il nodo licenziamenti
La prima fase della trattativa azienda-sindacati si chiuderà domani, poi tutto passerà al ministero
OLBIA. Se sarà, sarà una nuova Alisarda. Una compagnia aerea piccola (8 aerei, tutti Md), radicata in Sardegna (uniche basi Olbia e Cagliari), capace di “dialogare” con la controllata Air Italy se ci saranno «costi simili su lavoro, carburante, manutenzioni, leasing» dice la società in una nota, e - con questi presupposti - «capace di crescere con le rotte della continuità territoriale 2 e 3». È questo il nuovo piano industriale di Meridiana cui stanno lavorando in questi giorni a Olbia il nuovo ad, Creagh, Smith, Bachrach e il direttore generale Pippobello.
Un piano dalle due facce e sottoposto, per la sua realizzazione, a una serie di condizioni. Da una parte, cambia la prospettiva rispetto a quello dell’ex Scaramella: perché la Sardegna torna a essere centrale per la compagnia dell’Aga Khan. Dall’altra, conferma in pieno i licenziamenti, anche se potranno essere ridotti proprio nell’Isola. Due elementi strettamenti collegati: a seconda di come verranno integrati i due volti, l’Aga Khan, a Natale, deciderà se dire sì, “andiamo avanti”, oppure no, “ci fermiamo”. È infatti questo l’esito del vertice a Parigi (confermato dall’azienda) della settimana scorsa.
Ora che la prima fase della trattativa sui licenziamenti si sta chiudendo - avverrà domani, così è stato deliberato nell’incontro di ieri a Olbia - la seconda fase, quella al ministero, entrerà nel vivo. E sarà quella senza appello, in meno di due settimane.
Il quadro è questo. C’è l’impegno della Regione con la proroga della continuità territoriale 2 (per l’Italia) e l’introduzione della continuità territoriale 3 (per l’estero). Sulla base di questo scenario, i manager di Meridiana stanno ipotizzando una compagnia aerea che faccia base in Sardegna con 8 aerei (4 a Olbia, 4 a Cagliari), 6 in più del piano Scaramella. Che cosa vuole dire? Che tra piloti e assistenti di volo lavorebbero in 192 (384 se venissero applicati i contratti di solidarietà) contro i 48 previsti con i licenziamenti prima versione.
Soluzione (quasi) trovata? No. L’Aga Khan vuole capire due cose. Ci sarà un’intesa sugli esuberi? Ci sarà un adeguamento del contratto di Meridiana? Due paletti che saranno al centro delle trattative, anche a oltranza, dei prossimi giorni. Per l’azienda sono irrinunciabili. L’ha ribadito ieri Pippobello, che ha annunciato che anche parte dei voli ceduti da Meridiana ad Air Italy (che non verrebbe comunque depotenziata) potrebbero tornare alla prima. A patto che il costo del lavoro sia simile. Che cosa significa? Pippobello ha detto che il contratto di Meridiana dovrà essere più competitivo. In modo - parole sue - che tutti i voli possano tornare a essere profittevoli.
Come? Sarà questo l’oggetto della contrattazione con i sindacati. La partita più difficile. Le sigle stanno ragionando su tutte le opzioni, consapevoli che - nonostante le ripetute richieste - i licenziamenti non saranno ritirati. Due sindacati, Cgil e Uil, elogiando la Regione e chiedendo analogo sforzo alla Lombardia e al Veneto, hanno detto di voler trattare per salvare quanti più posti di lavoro possibile, senza aspettare l’inchiesta penale o le cause. “Potrebbe essere troppo tardi” è la sintesi. Altri, come l’Apm (piloti), chiedono con forza il salvataggio delle basi di Malpensa e Verona. Nessuno si dice pronto a firmare alcuna intesa. Anzi.
Al ministero, ora, si vedrà se sarà possibile un accordo sugli esuberi ridotti e il costo del lavoro più basso (i sindacati chiederanno però più tempo per quest’ultimo punto, come fa sapere la Cgil) e se, a quel punto, l’Aga Khan farà volare o no Meridiana in versione Alisarda.
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