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il caso

Depositi cauzionali, Abbanoa tratterà con il vescovo di Nuoro

di Luciano Piras
Una celebrazione della conferenza episcopale della Sardegna
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Una celebrazione della conferenza episcopale della Sardegna

Monsignor Marcia porta il documento dei parroci all’attenzione della conferenza episcopale sarda. I vertici della società aprono al confronto, ma ricordano: «Nella diocesi insoluti per 120mila euro»

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NUORO. Dai parroci della diocesi di Nuoro alla Conferenza episcopale sarda: il caso Abbanoa passa direttamente nelle mani dei vescovi. «La Chiesa sarda non lancia inviti ad una disobbedienza civile, ma in attesa di valutare la reale portata della volontà di Abbanoa di classificare come utenze di pubblica utilità le onlus e le associazioni, è intenzionata a studiare tutte le azioni necessarie per tutelare anche le comunità religiose».

Il vescovo di Nuoro, monsignor Mosè Marcia, sintetizza così la volontà della Chiesa isolana sulla “tassa dell’acqua”. «Ho portato martedì scorso, 9 novembre, alla Conferenza episcopale sarda – racconta nel sito www.diocesidinuoro.it –, le preoccupazioni e le proposte espresse in un documento dai parroci della diocesi di Nuoro sui depositi cauzionali pretesi da Abbanoa. Preoccupazione condivise da me e dalla Chiesa sarda, fondate soprattutto sulla volontà di ascoltare e rilanciare il grido delle famiglie, già provate da una crisi economica e sociale gravissima».

Un grido d’allarme che i parroci di Nuoro e dintorni, una quarantina in tutto, avevano lanciato alto con un invito chiaro e tondo, ai fedeli e ai cittadini in genere, a non pagare alcuna bolletta. Una presa di posizione talmente dura e ferma da spingere i vertici di Abbanoa «ad aprire un tavolo di confronto con la diocesi di Nuoro». «Le parrocchie possono essere esentate dal pagamento attivando semplicemente la domiciliazione bancaria delle proprie utenze – è la replica arrivata ieri sera dagli uffici cagliaritani della società di gestione delle acque –. Con la domiciliazione, l’addebito sul conto sarà effettuato soltanto alla scadenza della bolletta con la garanzia che, in caso di contestazione, persino dopo la scadenza si hanno ulteriori otto settimane di tempo per esercitare la facoltà di rimborso. Una volta riaffermato che c’è la possibilità di non pagare il deposito con la domiciliazione, è del tutto evidente che in realtà la protesta cela un segnale di profondo malessere: complessivamente, ammontano a oltre 120mila euro gli insoluti accumulati dalle parrocchie e dagli istituti religiosi della diocesi di Nuoro. Come già avvenuto positivamente con la diocesi di Cagliari, Abbanoa aprirà un tavolo di confronto per costruire un percorso di rientro condiviso. Per quanto riguarda il deposito, le parrocchie che non intendessero beneficiare dell’esenzione assicurata con la domiciliazione hanno comunque diritto a una notevole riduzione da 956,46 a 132,23 euro. Così come per le associazioni no profit, basta presentare un’autocertificazione che attesti consumi inferiori ai 500 metri cubi l’anno (equivale a più del doppio della media dei consumi di una famiglia)».

Intanto sono i vescovi sardi, ora, attraverso monsignor Mosè Marcia, a farsi carico del malcontento generale che cova in tutte le parrocchie e spinge le famiglie nel baratro della disperazione, mentre le associazioni di categoria annunciano class action e la magistratura procede su tre filoni d’inchiesta. Storica la presa di posizione dei sacerdoti barbaricini. Abbanoa, tuttavia, coglie l’occasione per un’ulteriore precisazione: «L’allarme della Diocesi di Nuoro – fanno sapere da Cagliari – consente di riaffermare che anche le famiglie a basso reddito sono state esentate dal pagamento del deposito cauzionale. Sono quelle che beneficiano già della tariffa “no tax” che è pari a meno della metà rispetto alla tariffa ordinaria per utenze domestiche residenti. Rientra una famiglia media di 4 componenti che vive in casa di proprietà e ha un reddito complessivo di 35mila euro: se invece vive in affitto, la soglia di reddito può salire addirittura a 52mila euro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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