La Nuova Sardegna

Mozart, “David penitente” Fede e travaglio di un re

di Antonio Meloni
Mozart, “David penitente” Fede e travaglio di un re

L’opera domani sera a Sassari nella chiesa di Santa Maria di Betlem Andrea Solinas dirige l’orchestra del Conservatorio con la polifonica Santa Cecilia

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SASSARI. Con il “Davide penitente” si chiude idealmente un ciclo triennale di prolifica collaborazione tra la Polifonica Santa Cecilia e il Conservatorio di Sassari. L’opera mozartiana, in prima assoluta per la Sardegna, sarà eseguita domani sera, a Sassari, nella chiesa di Santa Maria di Betlem (ore 21). I dettagli dell’opera sono stati illustrati ieri alla stampa, nella sala Guarino dell’istituto di piazzale dei Cappuccini, dal direttore Antonio Ligios, affiancato da Gabriele Verdinelli, direttore artistico della Santa Cecilia, dalla presidente Letizia Tedde e dal giovane maestro Andrea Solinas a cui è stata affidata la direzione del concerto. Un’opera particolare, come ha spiegato, durante la conferenza, lo stesso Gabriele Verdinelli: composta da un Mozart in piena maturità artistica e realizzata nel 1785 riutilizzando parzialmente il materiale di un’opera incompiuta, la grandiosa Messa in do minore k427 scritta, probabilmente, per un voto legato al proprio matrimonio, ma con un testo nuovo da adattare all’occasione. La scelta del soggetto cadde su estratti di salmi davidici reinterpretati da Saverio Mattei e riconducibili a uno degli episodi più noti della vita del re Davide. Raccontano, infatti, le Sacre Scritture che un giorno il sovrano passeggiando sulla terrazza del palazzo, vide Betsabea intenta a fare il bagno. Malgrado sapesse che la donna era moglie di Uria, uno dei suoi soldati, allora impegnato in guerra, se ne innamora, la invita a palazzo e ha una relazione. Betsabea rimane incinta e ne informa Davide che, per riparare, tenta di richiamare il marito.

Uria rifiuta e il re comanda allora al generale del suo esercito di sferrare un attacco e schierare Uria in prima fila. Il condottiero muore e Davide può così sposare Betsabea. Il profeta Natan, inviato da Dio, cambia il corso degli eventi: rimprovera Davide, che si pente, e in seguito riceve il perdono di Dio. Il figlio nato dalla relazione con la donna, però, muore dopo qualche giorno e solo il secondogenito, Salomone, diventerà suo prediletto succedendogli al trono. L’opera mozartiana “racconta” il travaglio del pentimento nella forma dell’oratorio per coro e orchestra. Tema che, secondo gli storici, non sarebbe stato scelto a caso perché il sovrano d’Israele è il personaggio biblico più caro ai musicisti. Il Davide penitente fu eseguito per la prima volta il 13 marzo 1785 al Burgtheater di Vienna con la partecipazione della celebre soprano Caterina Cavalieri allieva di Antonio Salieri. Ebbe buon successo e incasso discreto, ma fu subito dimenticato mentre col tempo venne recuperata la Messa originale tutt’ora eseguita con tentativi di completamento delle parti mancanti. Riguardo all’esecuzione di domani a Sassari, alle 21, nella chiesa di Santa Maria di Betlem. «Va rimarcata – spiega Antonio Ligios – la componente giovanile dell’orchestra formata da studenti del Conservatorio e naturalmente del coro della Polifonica Santa Cecilia». Le parti dei solisti, invece, sono state affidate ai soprani Francesca Dotto, Annalisa Stroppa e al tenore Matteo Desole, sotto la direzione del maestro Andrea Solinas. Il progetto del “Davide penitente” chiude un ciclo inaugurato due anni fa con l’Oratorio di Natale di Bach e proseguito l’anno scorso con la Messa da Requiem di Verdi.

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