La Nuova Sardegna

la proposta di legge dei riformatori

Eccedenze alimentari in una banca

Programma operativo annuale per il recupero e la distribuzione

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CAGLIARI. Una banca delle eccedenze alimentari e non, a favore delle persone in stato di povertà o grave disagio sociale, istituita dalla Regione: è la proposta contenuta in un progetto di legge depositato in Consiglio regionale dai Riformatori per recuperare, gestire e distribuire cibo e beni che ogni giorno rischiano di finire nella spazzatura.

Il testo – presentato dal primo firmatario Luigi Crisponi, dal coordinatore del partito Michele Cossa e dal capogruppo Attilio Dedoni – attribuisce alla Giunta la competenza di organizzare la banca e approvare «un programma operativo annuale per concedere contributi a enti locali, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, associazioni di promozione sociale e onlus già impegnate nel recupero e distribuzione delle eccedenze, alimentari e non, per almeno due anni».

Se la proposta di legge, ora aperta alla firma di altri gruppi consiliari, fosse approvata, secondo i Riformatori potrebbero essere distribuito a favore di chi « ha più bisogno pasti e alimenti serviti da mense, ristoranti, bar, alberghi e pizzerie, prodotti agroalimentari non utilizzati o rimasti invenduti, e anche quelli agricoli non raccolti e destinati a essere distrutti, oltre a prodotti per la casa, arredi, biancheria, abbigliamento e calzature, articoli igienico-sanitari e per la pulizia, farmaci, articoli sportivi e per il tempo libero, libri e cartoleria e giocattoli. L’idea conta anche il sostegno della Confcommercio di Cagliari, in particolare del neopresidente Alberto Bertolotti: «Con la Fipe-Federazione pubblici esercizi, di cui fanno parte gli operatori della filiera della ristorazione, possiamo fare molto. L’auspicio che su questi obiettivi di solidarietà possa convergere tutto il Consiglio regionale».

Il testo – hanno aggiunto Crisponi e Cossa – ha anche una «valenza pedagogica», per la cultura anti-spreco alla base della proposta di legge, e perché prevede che la Regione finanzi progetti formativi nelle scuole. Non è indicato nel progetto l’entità della spesa necessaria: sarà stabilita nella Finanziaria regionale «nel rispetto degli equilibri di bilancio» a carico del capitolo che riguarda le attività socio-assistenziali.

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