La Nuova Sardegna

Meridiana, ancora nulla di fatto

di Guido Piga
Meridiana, ancora nulla di fatto

Durissima presa di posizione della Cgil contro chi vorrebbe portare tutto in tribunale

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OLBIA. Nessun accordo tra Meridiana e sindacati. E questo si sapeva. L’ultimo giorno di trattativa a due sui licenziamenti, ieri a Olbia, si è chiuso con un documento firmato dall’azienda e un altro - diametralmente opposto - dalle sigle, entrambi inviati a Roma, al ministero del Lavoro.

Ma le sorprese non sono mancate. E sono due. In calce a quello sindacale non c’è la firma del segretario regionale della Filt Cgil, durissimo contro la linea dell’Usb, quella che vorrebbe portare tutto in tribunale perché «i licenziamenti sono illegittimi».

Soprattutto c’è una notizia (brutta) che arriva dalla Capitale: il ministero del Lavoro, sede in cui la trattativa si sposterà ora per 30 giorni, ha concesso appena due date, una a dicembre, l’altra a gennaio. Senza una svolta politica, cui sta già lavorando la Regione (sarda), il tempo a disposizione per trovare una soluzione ai licenziamenti è così pari a zero. Con l’azienda, per bocca del presidente Rigotti, che ha confermato ieri a Milano, sentito in consiglio regionale, che «i licenziamenti sono esiziali per la sopravvivenza della società» e che «con l’intesa sindacale, anche sul costo del lavoro, Meridiana farà volare 6-8 aerei (tutti nell’Isola, per via del piano fatto dalla Regione sarda, ndr); senza, 2».

I sindacati, dunque. Il verbale è firmato Usb, Fit-Cisl, Apn, Uilt, Anpav e Filt-Cgil. C’è scritto che la procedura per i licenziamenti (1478 su 1742 dipendenti della compagnia aerea) non «è corretta», anzi, «è illegittima» e che l’inchiesta della procura di Tempio e gli «avvicendamenti societari sono di tale gravità da rendere obbligato il ritiro».

Una richiesta in punta di diritto cui ne accompagnano altre tre strettamente sindacali: reinternalizzazioni di tutte le attività in Meridiana, superamento del dualisimo aziendale con Air Italy, ricorso alla cassa integrazione. Un documento redatto a tarda sera, e non condiviso con l’azienda, a differenza di quanto è avvenuto in mattinata per Meridiana Maintenance: per l’hangar (156 esuberi su 360) il verbale di “non accordo” è stato infatti sottoscritto congiuntamente.

Una scelta che ha portato la Filt-Cgil a fare ancora più chiarezza. «Non è stato possibile farlo per la compagnia aerea perché una sigla pensa solo ed esclusivamente alle cause legali - attacca Arnaldo Boeddu, il leader regionale -. Noi, invece, non rinunciamo al nostro compito che è quello di arrivare con l’azienda, il Governo e le Regioni a una soluzione per tutti i lavoratori. Ci sono cinque novità che vanno considerate. Un nuovo management. Un nuovo piano industriale. L’intervento della Regione sarda con la Ct2 e la Ct3. Il sì dell’azienda ai contratti di solidarietà. L’auspicato e possibile intervento delle Regioni Lombardia e Veneto. Tutti questi elementi potrebbero portare all’azzeramento degli esuberi. Noi siamo convinti di essere sulla strada giusta - continua Boeddu -. Nessun accordo sarà fatto senza sentire i lavoratori: mai successo, mai succederà. Ma abbiamo il dovere di difenderli, i lavoratori, e non accetteremo mai i ricatti delle corporazioni. Proteggeremo tutti, quelli del volo e quelli del terra».

Anche la Uil respinge l’ipotesi di ricorrere ora alle cause legali. «Andiamo al ministero del Lavoro chiedendo risposte certe sugli ammortizzatori sociali per i pensionabili e i volontari - dice Elisabetta Manca, segretario provinciale Uilt -. Poi chiederemo che la trattativa duri fino a giugno per tutti gli altri. Questo per analizzare le novità emerse, dall’impegno della Regione sarda alla volontà dichiarata dall’azienda di riportare in Meridiana l’attività ceduta ad Air Italy. Temi che possono essere affrontati con il confronto sindacale, non in un’aula di tribunale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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