Bioetanolo nel Sulcis, pronto l'accordo per la fabbrica

Tore Cherchi

Imminente la firma del programma per la bioraffineria della Mossi&Ghisolfi. Sul tavolo un investimento da 220 milioni di euro che creerà 300 posti di lavoro

PORTOVESME. Il progetto del gruppo Mossi&Ghisolfi è ormai in dirittura d'arrivo: entro la fine del mese sarà definito l'investimento per la produzione di bioetanolo a Portovesme, attraverso un accordo di programma. Lo comunica il delegato del presidente Pigliaru per l'attuazione del Piano Sulcis, Tore Cherchi. «I recenti sviluppi del lavoro comune fra Governo e Regione per l'attuazione del Piano Sulcis – dice Cherchi – hanno consolidato il progetto per la realizzazione di una bioraffineria a Portovesme per la produzione di bioetanolo. L'obiettivo condiviso di Governo, Regione e Gruppo Mossi&Ghisolfi è di pervenire entro il mese di dicembre alla stipula di un accordo di programma che fissi gli obblighi reciproci.

«L’accordo – precisa – riguarderà innanzitutto l'investimento industriale che non è condizionato dalla produzione sul posto della massa vegetale di alimentazione della bioraffineria». L'investimento del Gruppo Mossi&Ghisolfi è valutato in 220 milioni di euro senza contare altri investimenti esterni necessari. Il finanziamento sarà assicurato da capitale privato (uno dei soci investitori è il Gruppo americano Tpg) e da capitale di prestito attraverso un Contratto di sviluppo.

La fabbrica produrrà 80mila tonnellate l'anno di bioetanolo con un occupazione a regime di circa 150 addetti e un'occupazione indotta di altri 150 addetti. In fase di montaggio, per 30 mesi, l'occupazione media sarà di 600 unità, con una punta di 800 unità. «Questo è molto importante per i lavoratori e le imprese degli appalti – osserva Cherchi –. Considerato anche l'investimento già approvato di Eurallumina, il fabbisogno di lavoro nei montaggi è di oltre mille addetti. La cabina di regia del Piano Sulcis dovrà provvedere al varo dei programmi di aggiornamento professionale dei lavoratori in mobilità per un numero non inferiore. L'azienda dovrà rivolgersi al mercato locale sia per il reperimento dei lavoratori sia delle imprese per il montaggio. Queste richieste faranno parte dell'accordo per l'investimento».

Si prospettano, dunque, secondo Cherchi, sviluppi importanti per le imprese e i lavoratori in mobilità. «L'accordo – conclude il responsabile per il Piano Sulcis – riguarderà in questa fase l'investimento industriale non condizionato dalla parte agricola. Questa sarà oggetto di approfondimento specifico. Se è vero infatti che l'industria non è condizionata dall'agricoltura, è però preferibile per tante ragioni almeno una buona parte della materia prima sia prodotta in Sardegna. Questo può essere anche una opportunità per la notevole estensione di terre marginali (la canna cresce anche in aree salse o da bonificare).Occorre infatti partire dalle aree marginali non interessate da colture di pregio. Dovrà quindi essere fatta una mappatura delle aree marginali e di quelle da bonificare per affrontare concretamente le questioni relative alla produzione locale».

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