Ottana, rissa sfiorata davanti alla fabbrica
I cassintegrati ostacolano l’ingresso di Clivati, patron di “Polimeri”: intervengono le forze dell’ordine
OTTANA. Sfiorata la rissa ieri mattina a Ottana tra un folto gruppo di operai della Ottana Polimeri che bloccava i cancelli dello stabilimento e il patron dell’azienda, Paolo Clivati. Tra i lavoratori e l’industriale sono volati insulti e parole grosse, sfiorando anche lo scontro fisico. Solo l’intervento degli uomini del commissariato di Ottana e dei carabinieri è valso a impedire la rissa. Tutto era cominciato alle 5.30 del mattino quando i cassintegrati di Ottana Polimeri avevano bloccato i cancelli dello stabilimento impedendo l’ingresso agli operai turnisti e successivamente ai giornalieri di Ottana Energia e della Corstyrene.
Il blocco doveva rimanere attivo fino alle 9.30. Un sit-in dimostrativo, come tanti altri messi su in questo periodo di lotta davanti alla fabbrica chiusa. Tutto è filato liscio fino a poco dopo le 9, quando, davanti alla sbarra bloccata, a bordo della sua auto, arriva il giovane industriale milanese. «L’ingresso è bloccato anche per te», gridano gli operai che, già la sera prima, durante un blitz all’interno della fabbrica per controllare gli impianti, avevano avuto un durissimo alterco con il patron dell’azienda. Clivati scende dall’auto gridando di lasciarlo passare. A questo punto volano parole grosse. «A dicembre – grida Clivati – pago 200 mila euro per voi perché sto anticipando gli stipendi della cassa integrazione». Qualcuno interpreta quelle parole come una sottile minaccia che gli stipendi potrebbero rimanere nel cassetto. «Ladro, ladro», ribattono gli operai. La tensione sale alle stelle quando un lavoratore si avvicina all’imprenditore. Lo scontro fisico viene evitato dalle forze dell’ordine. Alla fine Clivati riesce a entrare in fabbrica, lasciando, però, la sua auto nel parcheggio esterno.
La calma torna quando l’industriale, accompagnato dagli uomini in divisa, riesce a superare la sbarra. Il blocco viene tolto alle 9.30. Molti operai prendono la strada per Nuoro per partecipare alla manifestazione sindacale per lo sciopero generale.
La notizia, circolata l’altro ieri, secondo cui Paolo Clivati stava smantellando i pezzi migliori dell’impianto dell’acido tereftalico per venderli al miglior offerente, aveva scaldato gli animi degli operai che avevano voluto verificare di persona con un blitz all’interno della fabbrica, scontrandosi con lo stesso patron dell’azienda. «È impossibile fare una verifica di tutto – hanno detto all’uscita i cassintegrati – ma abbiamo segnali certi che molto materiale è stato venduto». Clivati smentisce: «L’azienda è impegnata a vendere i prodotti finiti e le materie prime e a mettere in sicurezza tutti gli additivi chimici a rischio di decadimento qualitativo che possono perdere le proprie caratteristiche dovute al non utilizzo prolungato». Nessun commento sullo scontro della mattina. Ma, lontano dai microfoni e dai telefonini, si fa scappare: «Se non avessi avuto questo carattere non sarei rimasto dieci anni a Ottana».
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