La crisi chiude 100 imprese al mese Dal 2007 il Pil dell’isola giù del 13%
CAGLIARI. Se cento imprese artigiane hanno chiuso i battenti per ogni mese del 2014 c’è davvero da preoccuparsi. Il Rapporto congiunturale sulle impresa artigiane non lascia dubbi: la Sardegna sta...
CAGLIARI. Se cento imprese artigiane hanno chiuso i battenti per ogni mese del 2014 c’è davvero da preoccuparsi. Il Rapporto congiunturale sulle impresa artigiane non lascia dubbi: la Sardegna sta pagando il conto più alto della crisi. L’economia sarda ha risultati peggiori perché la capacità di esportare è molto bassa e non compensa il crollo della domanda interna. Eppure in una situazione di così grave malessere, economisti, banchieri e politici, intervenuti ieri alla presentazione del Rapporto della Cna, hanno individuato le possibili vie d’uscita dalla crisi.
Numeri. Dalla fine del 2013 al settembre di quest’anno sono sparite 900 imprese artigiane e si sa che quando cala questo tipo di aziende, spariscono saperi produttivi che, una volta persi, non si recuperano più. Nello stesso periodo sono state chiuse 160 imprese manifatturiere e 472 nelle costruzioni; dal 2010 in questi due settori ha chiuso i battenti un’impresa artigiana su 10. Nel Nuorese e in Ogliastra in quattro anni ha cessato l’attività il 12% degli artigiani. Prosegue, infine, il calo di produzione, ordinativi e fatturati.
Tavola rotonda. Il Rapporto congiunturale è stato discusso in una tavola rotonda con l’assessore Raffaele Paci, il direttore generale del Banco di Sardegna, Giuseppe Cuccurese, l’economista Beniamino Moro, il presidente della commissione Bilancio, Franco Sabatini, il vicedirettore generale di Artigianacassa, Francesco Simone e il segretario della Cna, Francesco Porcu. Il presidente dell’organizzazione, Pierpaolo Piras, ha svolto la relazione introduttiva: «Condivido l’impostazione della manovra finanziaria, la programmazione integrata, la concentrazione di due annualità dei Fondi strutturali e la decisione di varare un piano regionale per le opere pubbliche». Unica critica alla giunta: la mancata convocazione delle parti sociali.
Banche. Il credito resta uno dei principali bersagli da parte delle imprese: «È stretta sul credito per le piccole imprese», dice Francesco Porcu, «il 32% ha sperimentato un inasprimento delle condizioni del finanziamento bancario con tassi a breve del 10,1%».
Pil.Giuseppe Cuccurese ha spiegato i cambiamenti in atto nel mondo del credito, (dal 4 novembre tutte le banche sono sotto la vigilanza europea). «Dal 2007 abbiamo perso 7 punti di Pil e la Sardegna ne ha persi addirittura 13», afferma il direttore generale del Banco di Sardegna, «è chiaro che in quelle condizioni il sistema del credito non poteva crescere: sono calati produzione, consumi e stock dei finanziamenti erogati». Ma ora, nonostante il perdurare della crisi, si intravede qualche segnale positivo: «Il primo è la legge finanziaria», dice Cuccurese, «per la prima volta è stata data un’impostazione non a pioggia. Poi ci sono le infrastrutture e importante novità, due mesi fa, un decreto interministeriale ha stanziato 650 milioni di fondo di garanzia per l’acquisto della prima casa. Un’opportunità per la Sardegna».
Programmazione. L’assessore al Bilancio, Raffaele Paci, dialoga con gli imprenditori: «Dovete avere la consapevolezza che la facciamo. Non in pochi mesi e del resto non l’abbiamo mai detto, né scritto nel programma. Stiamo dando risposte concrete, non frasi vuote ma poste di bilancio». Paci spiega la filosofia che ha ispirato la manovra che si basa «sulla programmazione unitaria. Immagino che anche in passato si sia parlato di questo», dice, «ma la differenza è che la stiamo facendo».
Direzione.All’assessore al Bilancio è stato affidato il compito di coordinare l’unità di gestione dei Fondi europei con la direzione che si chiama appunto della programmazione unitaria. Era un fatto scontato: il presidente Pigliaru, quando era assessore si dimise dalla giunta Soru proprio perché la direzione della programmazione era stata portata in presidenza. «Chi guida la programmazione», dice Raffaele Paci, «deve avere una visione complessiva, i Fondi infrastrutturali devono essere un pezzo sinergico dei fondi europei, non solo Fesr ma anche agricoltura».
Commissione.Dati i tempi ristretti, ha spiegato il presidente della commissione, Franco Sabatini, ci sarà un breve periodo di esercizio provvisorio; escluso, invece, che la Finanziaria possa far ritardare il piano casa: «Gli obiettivi della giunta sono giusti», dice Sabatini, «ma dobbiamo lavorare tutti insieme per rilanciare l’economia. Gli errori del passato sono stati fatti da tutta la classe dirigente sarda».
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