L’auto trafitta dal guardrail: ragazza muore tra le fiamme
Lo schianto all’alba. Nunzia Sibiriu tornava a casa con un amico dopo la festa per i suoi 26 anni Il giovane alla guida della Fiat Panda è stato salvato da un brigadiere che l’ha estratto dall’auto
CAGLIARI. Ventisei anni compiuti venerdì, sabato la festa a Cagliari con gli amici. Al ritorno verso casa una fine atroce per Nunzia Sibiriu, assistente dentaria di Gonnosfanadiga: la Fiat Panda sui cui viaggiava, al volante il compaesano Marco Piras, 36 anni, sulla statale 196 tra Villasor e Villacidro. D’improvviso la vettura ha sbandato ed è finita contro il guardrail nella corsia opposta, che ha trafitto da parte a parte l’abitacolo dell’utilitaria. L’auto ha preso fuoco, forse Nunzia era già morta, forse a ucciderla è stata la lama d’acciaio della barriera stradale oppure il fuoco. Marco, il conducente, se l’è scampata grazie al brigadiere dei carabinieri Salvo Cottone: andava a caccia con un amico, ha visto, s’è fermato ed è riuscito a estrarre il giovane dal posto guida prima che le fiamme avvolgessero anche lui. Il conducente è stato trasportato all’ospedale Brotzu, a Cagliari: solo ferite, alcune gravi ma niente che possa mettere a rischio la sua vita. Erano le sei e venti del mattino, nel chiarore dell’alba. Il resto è la scena classica delle tragedie stradali: l’ambulanza, i lampeggianti, gli sguardi muti degli automobilisti che passano e che intuiscono quanto è accaduto.
C’è un verbale da elaborare e c’è un incidente da ricostruire nei dettagli. Per adesso si sa che i due giovani erano diretti a casa. La Panda si trovava quasi all’altezza del bivio di S’Acqua Cotta, a circa 20 chilometri da Gonnosfanadiga. Un lungo rettilineo, 18 chilometri da Villasor a Villacidro. A meno di cento metri dal bivio di S’Acqua Cotta l’auto ha preso d’improvviso una direzione diversa, sembra che abbia sbandato. Considerata l’ora l’ipotesi più attendibile è che Marco Piras, dipendente di un supermercato del gruppo Isa, abbia ceduto al sonno. Lo conferma un altro fatto: la Panda ha percorso circa 50 metri sulla corsia contromano. Non sembra esserci traccia di frenate, di un tentativo di correzione della direzione di marcia. È certo invece che l’auto ha raso al suolo i catarinfrangenti che segnavano il margine stradale, ha percorso lo sterrato che divide l’asfalto dal bordo carreggiata ed è andata a cozzare contro il vertice estremo del guardrail: è stata la struttura metallica della barriera a interrompere la corsa, che altrimenti sarebbe con ogni probabilità proseguita fino alla cunetta. Il guardrail è penetrato come una spada nell’abitacolo, l’ha attraversato conficcandosi sino in fondo dalla parte dell’auto in cui era seduta Nunzia Sibiriu. Infine la Panda si è fermata e devono essere trascorsi pochi secondi prima che prendesse fuoco. Le fiamme sono partite dal vano motore, in un attimo l’automobile si è trasformata in un rogo. Il caso, un caso fortunato, ha voluto che in quei drammatici minuti passassero di là il brigadiere Cottone, che andava a caccia insieme all’amico Antonello Cadoni, comandante della compagnia barracellare di Villacidro. Il brigadiere ha mostrato un coraggio non comune: si è precipitato verso l’auto in fiamme, malgrado fosse rovente è riuscito ad aprire la portiera del lato guida e ha trovato il conducente che urlava, si contorceva nel tentativo di uscire dall’abitacolo invaso dal fumo acre dell’incendio, che gli rendeva difficilissimo il respiro. Mentre per la ragazza al suo fianco è apparso chiaro che non ci fosse nulla da fare. Il brigadiere Cottone non si è perso d’animo: ha afferrato Marco Piras e l’ha trascinato fuori dalla Panda con l’aiuto dell’amico e di un altro automobilista, portandolo a distanza di sicurezza. Il giovane appariva terrorizzato, sanguinante ma perfettamente in sé. Pochi secondi e l’auto è stata scossa da due esplosioni. Infine le chiamate al 118, i soccorsi, le ambulanze e l’indagine.
GUARDA LE INTERVISTE
SUL SITO
www.lanuovasardegna.it
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
