Madre e figli intossicati dal braciere
Budoni, la famiglia è scampata alla morte per l’intervento di un vicino di casa
BUDONI. Un’intera famiglia, madre e due figli di venti e dieci anni, è finita all’ospedale Marino di Cagliari intossicata dai fumi di un braciere tenuto acceso durante la notte. È accaduto in un residence a San Pietro, piccola frazione collinare di Budoni. Cristina Barbero, 49 anni, e i due figli, il ventenne Sebastiano il più piccolo di dieci, per combattere il freddo avevano acceso un fuoco nel camino prima di andare a letto. Durante la notte le esalazioni tossiche del braciere che avevano portato nella camera da letto hanno invaso il piccolo appartamento. L’allarme è scattato intorno alle nove del mattino, quando un vicino di casa ha prima provato a suonare il campanello, poi riuscito a entrare in casa e ha trovato madre e figli esanimi. Subito è scattato l’allarme: è arrivata un’ambulanza che ha caricato la madre e i suoi due figli trasportandoli all’ospedale di Olbia. In mancanza di una camera iperbarica, i medici hanno disposto l’immediato trasferimento dei tre all’ospedale marino di Cagliari, dove la donna e i due ragazzi sono stati sottoposti in tarda mattinata ad un primo trattamento iperbarico. Le loro condizioni sono subito migliorate tanto che sono stati dichiarati fuori pericolo.
Questa mattina i sanitari valuteranno se sottoporre i pazienti ad un secondo trattamento. Il trasferimento nel capoluogo sardo, si è reso necessario in quanto la camera iperbarica non era in funzione dopo aver ripreso l’attività nel mese di agosto in locali completamente ristrutturati e macchinari di ultima generazione. A causa di questa disfunzione i tre pazienti galluresi hanno dovuto affrontare un viaggio di oltre trecento chilometri con tutti i rischi conseguenti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
