Cinese decapita la moglie a colpi d’ascia
Wu Xiaobo, 39 anni, ha ucciso Xia Lingfen, 32, e poi ha tentato il suicidio. La coppia gestiva un negozio di abbigliamento
INVIATA A OROSEI. Ha decapitato la moglie a colpi di mannaia, poi ha cercato di uccidersi tagliandosi le vene e procurandosi una ferita con il coltello all’altezza del collo.
Wu Xiaobo, cittadino cinese di 39 anni, ieri mattina ha atteso così che sopraggiungesse la morte, seduto vicino al cadavere massacrato della donna, Xia Lingfen, che di anni ne aveva 32 e che tutti in paese chiamavano Pina. La vittima era seminuda con la testa quasi mozzata e il cranio sfondato. Aveva pure cercato di fuggire ma è stata bloccata dalla furia omicida del marito. Una violenza inaudita e inspiegabile che ha scioccato tutti a Orosei. Il fatto è avvenuto in via Nazionale, al civico 305, al secondo piano di una palazzina che al livello della strada ospita il Sidis Market.
Nessuno ha sentito nulla: né urla, né rumori particolari provenire dalla casa raggiungibile attraversando un piccolo cortile interno. I due, che una volta giunti in Baronia avevano aperto un negozio di abbigliamento, si erano inseriti bene così come tanti altri loro connazionali. In questo periodo di festività avevano deciso di farsi aiutare da una ragazza del posto con la speranza di poter incamerare qualche soldo in più. La crisi aveva toccato anche loro. È stata la collaboratrice, vedendo alle 11.30 ancora le serrande del negozio chiuse, ad andare a cercare i titolari e capirne il motivo. Ma le è bastato poco. Fatte le scale esterne all’appartamento, ha notato il muro imbrattato di sangue, a fianco all’ingresso dell'abitazione. È corsa in strada e ha dato l’allarme ai carabinieri. Suonare è stato vano.
È stato perciò necessario chiamare un fabbro perché aprisse la porta. La scena che si è presentata davanti agli occhi degli inquirenti e dei primi soccorritori è stata a dir poco raccapricciante. Sangue ovunque nella cucina-soggiorno dov’è stato trovato il corpo della donna ormai privo di vita con a fianco la grossa scure e un coltello ancora sporchi. A constatarne il decesso gli operatori della cooperativa sociale M.M. Soccorso Onlus che hanno una convenzione con il servizio di 118. Sono stati loro a caricare poi in ambulanza il marito della vittima e trasportarlo all'ospedale di Nuoro dove si trova ricoverato, ma non in pericolo di vita. «Era cosciente – ha detto il comandante della compagnia di Siniscola, il capitano Andrea Senes – ma per il momento non ha parlato». Wu Xiaobo è da ieri piantonato in ospedale in stato di fermo. «Stiamo lavorando e valutando se sulla scena del crimine ci possano essere elementi che possano far ipotizzare l'intervento di terzi – hanno sottolineato il sostituto procuratore della Repubblica Andrea Schirra e il colonnello dei carabinieri di Nuoro, Saverio Ceglie –. Sarà l’autopsia, inoltre, a stabilire l’ora esatta del decesso, non ancora del tutto precisa». «Una coppia normale – ha rimarcato il proprietario dell'immobile dove i due coniugi erano andati a vivere – Erano puntualissimi nel pagare l’affitto ogni mese e pare stessero preparando i documenti per portare in Italia i loro due bambini che vivono ancora in Cina». Una famiglia di emigrati come tante altre in paese, partite da casa per cercare fortuna in Italia e in Sardegna. Una coppia tranquilla che non ha mai fatto parlare di sé. Anche se però qualcuno ieri ha rivelato che tra Wu Xiaobo e Xia Lingfen in questo ultimo periodo c'erano malumori. Pare infatti che gli affari non andassero più bene, tanto da minare l’equilibrio e la serenità familiare.
Gli inquirenti, comunque, non tralasciano alcuna ipotesi. Sperano a breve di poter sentire l'uxoricida e far luce così sul movente di questo atroce quanto folle delitto che ha scosso un’intera comunità.
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