La Nuova Sardegna

«Mai sesso con Adriano Puddu»

di Mauro Lissia
«Mai sesso con Adriano Puddu»

Processo all’ex sindaco, Sonia Cuccu nega d’essersi prostituita in cambio di favori

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CAGLIARI. «Adriano Puddu? Un cuore buono, l’uomo più generoso del mondo»: parole di Sonia Cuccu, una delle giovani donne che per l’accusa si prostituivano con amici e conoscenti dell’ex sindaco di Portoscuso in cambio di sussidi economici e regali. Chiamata nell’aula del tribunale come testimone assistito - è indagata per altro - dai difensori Ivano Iai e Giuseppe Andreozzi, la Cuccu è stata sentita per un’ora a porte chiuse su richiesta del suo avvocato e ha negato con la massima determinazione di aver concesso prestazioni sessuali a Diddino, come chiamava familiarmente Puddu, col quale esisteva soltanto una vecchia e affettuosa amicizia. Sostenuta da un’attenzione concreta per i suoi problemi: «Mi ha sempre aiutato - ha riferito la Cuccu ai giudici, rispondendo alle domande dei difensori e del pm Daniele Caria - e mi ha dato sostegno materiale e spirituale ogni volta che ne ho avuto bisogno, senza che le sia mai stato chiesto nulla in cambio». Parole di fuoco invece per la sorellastra Valentina: «Da lei solo dispiaceri». Dispiaceri anche processuali, perchè Valentina Cuccu è la grande accusatrice di Puddu sul fronte sessuale: è lei che nel corso dell’inchiesta e di un incidente probatorio ha raccontato alla Procura dei «favori» chiesti e ottenuti dall’ex sindaco, dei rapporti intimi con Sonia, indotta a prostituirsi - come risulta dal capo d’imputazione - con lui stesso e con l’ex dirigente d’azienda Franco Meloni, con il manager Vincenzo Rosino e con l’avvocato Piero Franceschi. Fatti negati con forza da Sonia Cuccu, che risultano però dal contenuto di numerose conversazioni intercettate e dalle indagini condotte dal Nucleo investigativo del Corpo Forestale: «Mai conosciute quelle persone - ha spiegato la testimone - e con Puddu usavamo sempre un linguaggio piccante ed esagerato solo perchè eravamo in confidenza». Il tribunale ha sentito in udienza pubblica anche Luigi Cuccu, il padre delle due giovani donne, condannato anni fa a quattro anni di reclusione per ratto a fini di libidine e violenza sessuale su un ragazzino di dodici anni. Alle domande sui rapporti tra le figlie e l’ex sindaco ha opposto certezze diametralmente opposte a quelle dell’accusa: «Puddu è un amico della nostra famiglia - ha spiegato - ci ha sempre aiutato quando ci siamo trovati in difficoltà. E’ vero, mia figlia Valentina è andata a fare le pulizie a casa sua, sono stato io a chiederlo al sindaco. Prostituzione? Non mi risulta, conoscendo Puddu e le mie figlie devo escluderlo. Con Sonia c’era amicizia, si vedevano a casa nostra e anche in paese, lo chiamava Diddino ma chiamava così anche altre persone». Luigi Cuccu ha confermato che la sua famiglia ha beneficiato di sussidi comunali perchè si trovava in condizioni di disagio, nulla però è stato dato in cambio.

Scontate le testimonianze dell’ex amministratore delegato di Eurallumina Vincenzo Rosino («nessun rapporto con Sonia Cuccu, nessuna promessa in questo senso da Puddu») e di Franco Meloni, che dirigeva una società del Sulcis («mi hanno passato al telefono quella ragazza, abbiamo scherzato ma poi non è successo nulla»). Il pescatore Salvatore Sabiu, nel corso di un’esame piuttosto farraginoso, ha smentito Giovanni Desogus, che il 19 novembre ha riferito al tribunale dell’incarico proposto da Puddu, qualche migliaio di euro per uccidere un giovane.

Conclusa l’udienza, Luigi Cuccu e Cristian Tocco, padre e fidanzato di Sonia Cuccu, hanno inscenato una gazzarra a base di insulti e minacce contro i cronisti che attendevano nel corridoio del tribunale insieme alla giovane donna. La Procura ha acquisito le informazioni sui fatti, avvenuti davanti a diversi testimoni, e valuterà eventuali profili penali.

Il processo andrà avanti il 17 febbraio dell’anno prossimo con cinque testimoni chiamati dalla difesa e l’esame del commissario Ugo Calledda.

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