Condominio, slaccio caso per caso

Se c’è morosità ma qualcuno paga, vietato lasciare tutti a secco

SASSARI. Il tribunale disarma Abbanoa. La minaccia sventolata con grande disinvoltura contro i suoi debitori, secondo i giudici, da questo momento non deve più intimorire: infatti togliere l’acqua a un intero condomino, laddove alcune famiglie non paghino le bollette, costituisce un abuso ed è illegale.

Lo ha stabilito il collegio composto da Giancosimo Mura, Cristina Fois e Giovanna Maria Mossa, nell’ambito del contenzioso tra il gestore idrico e il supercondominio di Stintino Cala Lupo e dei complessi Le Vele, Sa Casitta, il Cormorano, i Ginepri, l’agrifoglio, Olenadro, tutti rappresentati dall’avvocato Franco Dore. Si parla di una piccola città, con migliaia di inquilini nel periodo estivo, che dal 2006 al 2010 avrebbe dovuto versare ad Abbanoa 776mila euro di consumi idrici. Ne mancavano all’appello 150mila, dal momento che alcune famiglie non avevano versato le proprie quote. E allora Abbanoa, per tutelarsi e per mettere Cala Lupo con le spalle al muro e costringerlo a regolarizzare i debiti, ha deciso di sospendere l’erogazione dell’acqua e lasciare tutti a secco. I condomini si sono opposti, il giudice ha dato loro ragione e ha imposto ad Abbanoa di riaprire i rubinetti. A quel punto Abbanoa ha resistito in giudizio e ancora una volta il tribunale ha dato ragione a Cala Lupo.

La situazione di Stintino, naturalmente è lo specchio di tanti altri bracci di ferro tra Abbanoa e i complessi residenziali che costituiscono una sola utenza onnicomprensiva, dove il conteggio dei singoli consumi diventa complicato.

Anche nei condomìni di Alghero lo scenario è il medesimo, e anche in questo caso l’avvocato Franco Dore sta portando avanti numerose cause. L’ultimo pronunciamento del tribunale, però, gli fornisce un prezioso assist. In pratica ciò che i giudici affermano è la “parziarietà delle obbligazioni”, che stabilisce che ogni utente all’interno del condominio risponde delle proprie quote, e non di quelle altrui. Non sussiste più, come avveniva un tempo, l’obbligazione solidale, che accollava al condominio i debiti dei morosi. Ne consegue che «i creditori non possono agire nei confronti degli obbligati in regola con i pagamenti», e dunque Abbanoa non può staccare l’acqua anche a chi ha pagato regolarmente tutte le bollette. Il gestore idrico, secondo la legge, è tenuto cioè ad acquisire i singoli consumi, a fare di tutto per recuperare da ciascun utente le fatture pregresse, e qualora non ci riuscisse, solo allora ha il diritto di rivalersi nei confronti del condominio. Minacciare lo slaccio generale era molto più semplice: la strada per sigillare il contatore ora si fa molto più complicata. (lu.so.)

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