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Fedez contro l’industria discografica

Fedez contro l’industria discografica

Fedez all’indomani del trionfo a X Factor parla con Sette, in edicola da domani, di industria discografica, politica e giovani. «Non funziona più che partecipi a un talent e poi vendi la tua musica....

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Fedez all’indomani del trionfo a X Factor parla con Sette, in edicola da domani, di industria discografica, politica e giovani. «Non funziona più che partecipi a un talent e poi vendi la tua musica. La verità è che l’artista non si può più permettere di fare l’artista e basta», afferma il rapper che alla sua squadra di X Factor ha spiegato da subito come funziona il mondo della discografia: «Ho messo i ragazzi davanti a una lavagna. “Come non farvi fregare” c’era scritto». Dei giovani dice: «Non posso essere il portavoce del loro disagio». E di X Factor come osservatorio di giovani italiani afferma: «In tv l’umanità viene uccisa. L’ho verificato con i miei occhi: questo è un luogo di personaggi e non di persone. Mi ha sorpreso però vedere ragazzi molto più competenti di musica di quanto non fossi io». Ai concorrenti del talent dice: «Quando uscite non firmate con nessuno, tanto quelli che vengono da voi era gente che andava di moda 10 anni fa e ora non ha niente. Si firma solo in cambio di soldi». Della sua formazione racconta: «Devo quello che sono ai centri sociali, anche se adesso non ci posso andare, non sarei accolto bene, mi vedono imborghesito. Tra i punti di riferimento è facile fare grandi nomi. Citare Gandhi, Lennon, Lou Reed, ti fa passare per una persona d’alta cultura. Io li ho scoperti dopo e sono cresciuto con i Blink-182».

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