La Nuova Sardegna

Dentro l’uovo la fantastica fiaba di Ciajkovskij

di Gabriele Balloi
Dentro l’uovo la fantastica fiaba di Ciajkovskij

“Stivaletti” da stasera al Comunale di Cagliari Opera visionaria di grande impatto espressivo

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CAGLIARI. A poca distanza dal successo di «Schiaccianoci», ecco già l’appuntamento finale della Stagione 2014. Da fiaba a fiaba. Dalle scarpette di danza, agli «Stivaletti» (Cherevichki): questo il titolo dell’opera in quattro atti a tematica altrettanto “fantastica” e natalizia. Compositore, una volta ancora, Pyotr Ilyich Ciajkovskij. Dunque grande attesa per l’allestimento confezionato dal Lirico nel 2000; produzione che gli valse in effetti ampio plauso di critica e pubblico. All’epoca, sul podio, ebbe addirittura Gennadij Roždestvenskij. Mentre da oggi al Comunale, fino al 30 dicembre (per un totale di 7 recite), sarà riproposto con la direzione dell’ormai “di casa” Donato Renzetti: già validissima guida per Orchestra e Coro del Teatro Lirico lo scorso mese, nell’acclamata «Traviata» dei coniugi Herrmann. A firmare poi la regia, manco a dirsi, un artista di San Pietroburgo: città importante in “Stivaletti” quanto nella carriera e vita di Ciajkovskij. Stiamo parlando di Yuri Alexandrov, a cui si deve peraltro l’icastica messinscena, nel 2009, del «Semën Kotko» di Prokofiev. Ma è per l’opera ciajkovskiana, ottava in catalogo fra “Mazeppa” e “La Dama di Picche”, che il regista scelse un “Leitmotiv” particolarmente ostinato: le famosissime Uova Fabergé, nelle più varie fogge, decorazioni, grandezze, colori, ibridando così il Natale con la Pasqua. Suo braccio destro, nella creazione delle sontuose scenografie e degli sfarzosi costumi, è stato Vyacheslav Okunev: lo stesso autore delle oniriche scene per «Red Giselle», balletto di Boris Eifman che, esattamente un anno fa, chiuse a sua volta la Stagione 2013. Le luci saranno invece curate da Irina Vtornikova; le coreografie da Nadezda Kalinina. Inoltre, essendo l’opera in russo – su libretto del poeta Polonskij che s’ispirò alla «Notte prima di Natale», un racconto di Gogol – è quasi inevitabile forse che buona parte del cast (a eccezione del coro preparato da Gaetano Mastroiaco) sia di madrelingua e specializzato nel repertorio. Tuttavia, non mancano appunto voci italiane come Gregory Bonfatti o Giulio Pelligra, nonché i sardi Nicola Ebau, Mauro Secci e Francesco Leone.

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